La crisi di Tirreno Power: oggi sciopero nazionale

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A detta dei sindacati manca un piano industriale credibile che consenta la ripresa e salvaguardi l’occupazione.

 

ROMA – Domani è sciopero nazionale per l’intera giornata di tutti i lavoratori di “Tirreno Power”, il gruppo elettrico nato nel 2003 da una costola dell’Enel, per iniziativa paritetica dei francesi di Gdf Suez e di Energia Italiana Spa (Sorgenia). Tirreno Power è presente su tutto il territorio nazionale con le centrali termoelettriche di Torrevaldaliga Sud (Civitavecchia), Vado Ligure (Savona) e Napoli Levante, e con 17 centrali idroelettriche distribuite su tutto l’arco dell’Appennino Ligure. Conta circa 380 lavoratori ed è investito da qualche anno da una pesante crisi industriale che ne ha ridotto la produzione.

L’astensione dal lavoro “si è resa necessaria – comunicano i tre sindacati di categoria – a seguito della mancata presentazione di un piano industriale credibile da parte di Tirreno Power, tale da consentire innanzitutto la ripresa dell’attività produttiva a salvaguardia di tutta l’occupazione dei propri dipendenti, a pochi mesi dalla scadenza degli ammortizzatori sociali attualmente applicati a tutto il personale. L’azienda – rincarano la dose i sindacati – non ha saputo rispondere altro se non con una richiesta di ulteriore tempo per mettere a punto una soluzione. Le responsabilità di questa crisi sono ben precise e non possono essere pagate dai lavoratori”.

A subire le conseguenze della crisi sono circa 190 lavoratori, di cui oltre 100 della centrale di Vado Ligure, dove il sequestro della Magistratura delle unità a carbone ha già comportato la fuoriuscita dal lavoro di 70 dipendenti diretti, con un organico passato da 240 unità a poco più di 160 ed ha coinvolto in modo drammatico i lavoratori dell’indotto, per i quali si parla di circa 850 famiglie coinvolte.

“In autunno – ricordano i sindacati – scadranno i contratti di solidarietà che oggi coinvolgono tutti i lavoratori di Tirreno Power e se la proprietà non presenta un piano industriale degno di questo nome, non si possono prorogare gli ammortizzatori sociali e non resta altra strada che quella dei licenziamenti”. Infine i sindacati hanno ribadito la richiesta fatta al ministero dello Sviluppo Economico per l’avvio di uno specifico tavolo di crisi per la vertenza Tirreno Power e la riattivazione di quello sull’intero settore della produzione termoelettrica.

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