Problemi all’ufficio stampa dell’Inps

inps_sindacato_truffa_pensionatiStampa Romana si rivolge con una lettera all’Inps di Boeri: no al depauperamento Ufficio Stampa dell’Istituto.

 
ROMA – Stampa Romana mette in guardia il presidente dell’Inps Tito Boeri dal “progressivo depauperamento” dell’ufficio stampa dell’istituto. “Non vorremmo – affermano in una lettera congiunta il segretario dell’Associazione regionale Lazzaro Pappagallo, e il fiduciario dell’ufficio stampa Topni Baldi – che questa situazione fosse il preludio alla chiusura” di una struttura istituita nel 2008 dopo una lotta durata anni.”
“Leggiamo con un certo stupore su Libero del 24 maggio scorso che una replica ad alcuni articoli che il quotidiano sta dedicando in questi giorni all’Istituto da lei presieduto e’ firmata da Isabella Rota Baldini, Ufficio Stampa Inps. Il nostro stupore – affermano Pappagallo e Baldi – e’ determinato dal fatto che a noi non risulta che la dott.ssa Rota Baldini faccia parte dell’Ufficio stampa dell’Istituto, e che il ruolo che riveste sia quello di portavoce del Presidente”. “Vorremmo ricordarle, ma questo sicuramente lei già lo sa, che l’attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni è regolata da una legge dello Stato, la legge 150 del 2000, che, per quanto poco applicata, e’ vigente e fissa una serie di principi ai quali non e’ consentito derogare. Uno di questi e’ la netta distinzione fra le diverse figure che si occupano dell’attività di informazione e comunicazione, e in particolare fra le figure del portavoce e quelle del responsabile e degli addetti all’ufficio stampa: la prima, legata ai vertici da un vincolo fiduciario, e per questo sottratta alla necessità di iscrizione ad albi professionali; le seconde, vincolate ad obblighi di correttezza nei rapporti con i media, derivanti in gran parte dai doveri deontologici propri della categoria dei giornalisti, al cui albo sono obbligatoriamente tenute ad essere iscritte”.
“Questa commistione fra le due figure, già verificatasi in qualche occasione passata, si accompagna al progressivo depauperamento dell’ufficio stampa, sempre più relegato al ruolo di semplice esecutore materiale, e allo svilimento delle figure professionali che in esso operano. Vorremmo brevemente ricordarle alcuni degli avvenimenti che hanno riguardato l’ufficio negli ultimi tempi – si legge – per discutere dei quali già in passato abbiamo richiesto incontri senza avere alcun riscontro, a partire dalla cancellazione delle indennità a tutti i giornalisti che ne fanno parte, nonostante le rassicurazioni in proposito fornite dall’amministrazione in una riunione con i vertici della Fnsi, per non parlare della vicenda della nomina del responsabile dell’ufficio, rimasto senza capo dall’8 settembre dello scorso anno, che ha visto vanificate le legittime aspettative dei candidati interni, e che ancora oggi non ha visto concludersi la procedura di interpello rivolta all’esterno”.
“Non vorremmo – conclude la lettera – che questa situazione fosse il preludio alla chiusura dell’ufficio stampa, istituito formalmente nel 2008 dopo una lotta durata alcuni anni, che ha visto il riconoscimento dell’attività giornalistica da parte dell’ente ai colleghi giornalisti impegnati nell’ufficio e il conseguente trasferimento della loro contribuzione all’Inpgi, o a una sua collocazione alle dipendenze di altre strutture che ne facciano venire meno le sue caratteristiche essenziali di autonomia”.
Dunque, siamo alle soglie di una polemica che avrà, senza ombra di dubbio, un seguito. Infatti, il campo di gioco è la delicatissima questione dell’oggettività della comunicazione contro i vincoli fiduciari espressi, invece, dalla funzione del portavoce.

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