Intervista a ELISABETTA GIUSTINI

Giustini_sliderScuole aperte, il rilancio di Ostia, la lotta all’illegalità: queste le priorità di Elisabetta Giustini per Roma.

 

COME PUO’ CONTRIBUIRE UNA MANAGER DELLA SCUOLA A MIGLIORARE ROMA?

Innanzi tutto non mi ritengo una preside tradizionale: sono una manager scolastica che opera da qualche anno nel territorio complesso e controverso di Ostia. E’ in questo contesto a rischio molto spesso condizionato  dalle attività della malavita, che il mio impegno ha dovuto esprimersi,  un territorio dove le attività imprenditoriali spesso scontano anche l’assenza dell’assenza dello Stato. Sono dunque allenata ad operare in situazione di emergenza sociale. Molti dei miei studenti si giocano l’unica carta per un futuro possibile e condivido spesso la preoccupazione delle famiglie che affidano alla scuola la formazione culturale e soprattutto civile dei loro figli. Il mio lavoro quotidiano ha richiesto sempre un forte equilibrio e una grande determinazione per scelte, talvolta solitarie, e per l’assunzione di responsabilità, con il pensiero saldo sull’obiettivo: assicurare ai ragazzi la possibilità di scegliere e costruire la strada migliore per la loro vita.

La mia candidatura in Assemblea Capitolina rappresenta la continuazione di questo impegno, senza dubbio con altri strumenti e nuove responsabilità.

 

E DOMANI , SE ANDRA’ IN COMUNE , CHE PRIORITA’ VORRA’ ATTUARE ?

Innanzi tutto proseguire il mio impegno per la scuola. Primo obiettivo sarà diffondere in tutta la città il modello delle Scuole Aperte: un luogo fisico aperto agli studenti, ai genitori, alle associazioni, al quartiere. Un immenso patrimonio immobiliare che genera valore aggiunto da reinvestire nella scuola stessa: si aprono le porte a chi cerca uno spazio per far nascere un’impresa sociale e culturale. Saremo facilitati in questo dal  decreto ministeriale appena approvato, che stanzia 10 milioni per aprire le scuole di pomeriggio, il sabato e d’estate nelle aree periferiche delle città, dove è ancora alta la dispersione degli giovani.
Il secondo obiettivo è la creazione in Campidoglio di un Ufficio per le Scuole Aperte (esperienza già sperimentata con successo a Milano) a disposizione di tutte le scuole, per diffondere le buone pratiche che già esistono in Italia e indicare le soluzioni già attuate. Dunque, è il primo passo per far sapere che “si può fare”. I timori che possono frenare nuovi progetti sono gli stessi per tutti: come coprire con un’assicurazione l’ingresso di persone esterne alla scuola? Chi paga gli straordinari del personale ATA? E il riscaldamento? Esiste un regolamento per le tariffe e le assicurazioni? Che veste giuridica è meglio dare alle associazioni di genitori? L’Ufficio affiancherà le scuole: sulla forma giuridica da dare all’Associazione Genitori, sul Protocollo per l’utilizzo delle palestre in orario extrascolastico, sul Manuale di fundraising per le scuole che garantirà un tutor incaricato del  Bilancio sociale delle scuole.
Il secondo punto che mi preme come donna delle istituzioni è l’educazione alla legalità. La scuola è uno degli elementi della società che consente di “legare a sé” il territorio, prendersene cura. La comunità della scuola italiana è lo strumento più forte e potente che abbiamo per combattere la criminalità, le mafie e costruire la cultura della legalità. Per questo una mia idea è diffondere a tutte le scuole romane “S.O.N Support”, un’app scaricabile su smartphone e tablet. Si tratta di uno strumento per contrastare il fenomeno della vendita on line di droga che mette in guarda genitori e insegnanti. E’ stata realizzata e sperimentata proprio nell’Istituto Superiore Carlo Urbani di Ostia, di cui sono preside. L’App consente di trovare informazioni, consigli per la prevenzione, link ai siti delle principali Istituzioni competenti e una sezione “Domande e risposte” direttamente collegata con esperti in materia. Infatti, la posta in gioco è molto alta: riguarda il benessere dei nostri ragazzi, negli ambienti che frequentano, a casa, a scuola e nei luoghi di svago. Uno di questi luoghi è la rete, piazza nuova e privilegiata per l’incontro, lo scambio, lo studio, il gioco. La si frequenta in ogni momento della giornata, dentro e fuori scuola, articolando un codice terminologico spesso indecifrabile dagli adulti.

 

CURA E MANUTENZIONE, IL GROSSO PROBLEMA DELLA CITTA’.

L’impegno per Roma deve partire dai territori e dalle periferie. Per tale motivo ho apprezzato molto l’intervento di Roberto Giachetti all’incontro con i costruttori. In una città dove l’80% dei lavori stradali è realizzato in modo irregolare (bitume di scarsa qualità, tombini asfaltati per errore, capitolati di gara non rispettati), c’è bisogno di una grande opera di manutenzione. Infatti, l’82% delle strade romane presenta almeno una buca e il 55% ne ha anche più di una: sono i dati choc della mappatura delle vie di Roma che è stata fatta per la prima volta dal Codacons e fa riferimento alla situazione nello scorso mese di aprile su un campione di 850 vie di Roma. Per capire l’ampiezza del problema basta sapere che è un’emergenza che riguarda tutta Roma. I quartieri dove sono stati riscontrati più danni sono quelli di Ponte di Nona, Tor Vergata, Giardinetti, Settecamini, Torre Maura, Prenestino, Tiburtino, Montesacro, Trieste, Parioli, Talenti, Primavella, Garbatella, Eur, Trullo.

 

LEI LAVORA A OSTIA, MUNICIPIO COMMISSARIATO PER MAFIA, QUALE TERAPIA PER IL SUO RISCATTO?

E’ un territorio che ha bisogno di una cura della legalità, ma anche di nuovo slancio. Sono necessari interventi che favoriscano lo sviluppo economico con particolare attenzione al turismo. Basti pensare a quanti danni in termini economici ricadono sui cittadini e sui turisti per la assenza dei servizi.
Certamente il riscatto del litorale romano e il suo sviluppo economico devono passare attraverso il turismo attratto dalle sue bellezze naturali. Anche l’Area archeologica di Ostia Antica, che avrebbe potenzialità tuttora inespresse, può fungere da volano dello sviluppo territoriale. Il territorio di Ostia Antica è richissimo: l’area archeologica, la chiesa di Sant’Aurea, la Rocca, il Borgo. Inspiegabile è il fatto che non si sia mai incluso tra le aree di pregio a carattere monumentale il parco dei Ravennati (oggi degradato) e gli ex lavatoi un esempio di architettura moderna riqualificato da oltre un anno e chiuso. Il problema è che la cultura è vista come un semplice onere, un costo piuttostoche un vettore per rilanciare l’intera economia territoriale, sia in forma diretta attraverso la fruizione da parte di residenti, visitatori e turisti, sia indirettamente attraverso l’indotto che tale fruizione crea (servizi ed esercizi commerciali, attività per il tempo libero, ricettività diffusa, organizzazione di eventi tematici). Sottostimando l’elemento di prossimità e di intersezione con il centro abitato, si è alimentata una politica della fruizione dell’Area archeologica improntata al modello “mordi e fuggi”: pullman, visita guidata, fruizione di servizi alla ristorazione interni all’area, risalita in pullman e fuga dal X Municipio. La sfida per la nuova amministrazione comunale sarà rilanciare questo stretto legame tra le aree di pregio a carattere storico culturale ed il centro abitato in tutto in territorio municipale, attraverso la progettazione e la realizzazione di itinerari turistici assistiti con cartelloni, totem e pannelli che possano guidare alla scoperta del territorio.
Un segnale quindi forte e concreto a tutti i cittadini affinché sia chiaro che l’assenza di legalità e l’accondiscendenza di settori della burocrazia alla malavita, porta vantaggi solo a questa e danni per la grande maggioranza della popolazione.

 

DALL’EUROPA E’ VENUTO IL MONITO CHE A TUTTI I LIVELLI ISTITUZIONALI SI DIA ATTUAZIONE DEI PRINCIPI SULLE PARI OPPORTUNITÀ DI GENERE. COSA NE PENSA?

Io guardo con favore all’esempio di Modena e alla Delibera sulle Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo, percorso già avviato a Roma e che vorrei portare a termine. Penso che il contrasto alla violenza, il welfare debbano essere un impegno prioritario di chi andrà all’Assemblea capitolina. L’impegno che non ci sia una rappresentazione di genere stereotipata deve essere affrontato anche nelle scuole. Le scuole devono saper dare risposte e essere un sostegno per le giovani donne. Un esempio? Il prossimo obiettivo per Ostia: una nursery scolastica per le numerosissime ragazze madri del territorio.

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