Giovani e futuro: i dati del Cnr

giovani-e-web-350x208Sondaggio Cnr fra 2mila studenti laziali. Le prospettive future, bullismo e razzismo viste dai giovani.

Il futuro di ogni paese dipende dalle nuove generazioni. Questa è la mission statement che ogni stato conosce e condivide. Ma nella pratica, come si muovono i nostri ragazzi in relazione al loro futuro professionale e di vita? Una ricerca del Cnr ci aiuta a fare chiarezza.

Da un sondaggio eseguito dall’ Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpps-Cnr), all’interno del progetto “Giovani alla prova” (GAP), è emerso che tra i 2.000 studenti intervistati residenti nella regione Lazio solo il 50% intenderà iscriversi all’Università. A ciò si aggiunge un 30% di giovani desiderosi di entrare subito nel mondo del lavoro e un consistente 20% di ragazzi incerti sul futuro.
La percentuale è indiscutibilmente più bassa rispetto a dieci anni fa, quando le statistiche registravano una percentuale del 65,8 % di potenziali universitari. Tuttavia, il dato significativo è che la percentuale ad oggi registrata sia di poco più alta è rispetto a quella degli anni appena trascorsi.

Inoltre, dallo studio è emerso che esiste una differenza di genere nell’approccio al futuro: il 60% di ragazze, contro il 43% di ragazzi, vuole proseguire la propria formazione. D’altra parte, il 35% dei maschi, a fronte di un 23% di femmine, è proiettato al mondo lavorativo.
“Si evidenzia tra le nuove generazioni l’intenzione di mantenere posizioni lavorative analoghe a quelle della famiglia d’origine”, spiega Antonio Tintori responsabile del progetto per conto dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e sulle politiche sociali del Cnr. Tutto ciò conferma un certo immobilismo sociale legato allo status quo della famiglia d’origine. Infatti, scelgono di proseguire gli studi il 62% dei ragazzi provenienti da nuclei familiari con redditi medio-alti, a fronte di un 45% facenti parte di ceti inferiori.
Eppure lo studio ha rilevato che l’80% dei giovani pensa ad un possibile ingresso nel mondo universitario in ragione di un futuro lavorativo più roseo.

Il progetto dell’ Irpps-Cnr si è fatto carico di intervistare i ragazzi anche su argomenti come bullismo, razzismo e uso di alcol e droghe. Ne è risultata una bassa condanna in materia, tanto che 4 giovani su 10 approvano il consumo di superalcolici, hashish e marijuana.

L’analisi prende pieghe inaspettate quando si leggono le percentuali relative a devianze e razzismo. Il sexing e la dating violence (molestie di vario genere) sono tollerati dal 50% di maschi e dal 20% di femmine, mentre l’omofobia e il sessismo non vengono giudicati fatti gravi dai ragazzi di sesso maschile.

Le percentuali appena enunciate sono fatte di individui che saranno la futura classe dirigente di questo paese. Dovremmo, allora, interrogarci a lungo su come sia possibile correggere il tiro, per evitare di non essere più concorrenziali rispetto al resto del mondo. Inoltre, al di là del futuro meramente economico, dovremo seriamente considerare le conseguenze che queste dinamiche sociali porteranno con sé.

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