Un candidato al giorno: ELISABETTA GIUSTINI

GiustiniRutelliSLIDERUn giro in battello per il Tevere con la candidata Pd all’assemblea capitolina Elisabetta Giustini e l’ex sindaco Francesco Rutelli.

 

Il racconto di un viaggio nel tempo, tra passato e presente, la narrazione di un luogo che parla diversi linguaggi e che mette insieme bellezze ambientali e beni storico-archeologici. Questa la scelta di Elisabetta Giustini, candidata Pd all’Assemblea capitolina per raccontare un pezzo di romanità abbandonata all’incuria. Insieme a lei l’ex sindaco Francesco Rutelli grande conoscitore del fiume.

Creare un Ufficio di riqualificazione del Tevere, che permetta di adottare tratti di fiume, rendendo i muraglioni strumenti di promozione del patrimonio culturale e turistico è la proposta lanciata dalla candidata Pd. “Queste sponde sono denaturalizzate e destabilizzanti – afferma – Abbiamo visto case abusive, tende dei migranti e dei rom, e fa male al cuore perché queste persone devono nascondersi, e il Tevere diventa “periferia” e non più centro, e tutto quello che gli ruota attorno diventa all’insegna del degrado. La mia proposta di creare un Ufficio di riqualificazione del Tevere è un obiettivo realistico, lo possiamo fare aderendo ai fondi Ue, con i laboratori per l’occupabilità”.

“Possiamo usare le risorse intelligenti che abbiamo, ovvero i nostri ragazzi”, – continua la candidata- “per far sì che le scuole dei vari quartieri che affacciano sul Tevere possano “adottare” una parte di lido e realizzare sulla base degli indirizzi di studio una città nella città. I nostri ragazzi, con l’alternanza scuola-lavoro, possono fare tutto ciò. Noi – conclude la Giustini – come scuola siamo abituati a fare rete, mettere insieme e fare in modo che dialoghino tutte queste istituzioni che ruotano attorno al Tevere. Vorrei dunque creare una rete tra l’Ufficio riqualificazione del Tevere e l’Ufficio scuole aperte, con l’intento di chiudere il circolo virtuoso”.

Un circolo virtuoso che abbracci le bellezze di questa città graffiate dalla noncuranza e dalla “malapolitica”, come il fregio di Kentridge che rappresenta come l’arte sia l’indispensabile catalizzatore del rinnovamento urbano. Un circolo virtuoso che dimostri come la politica sia indispensabile per avere un’idea vincente di città. E tra le anatre e il fruscio del fiume al calare della sera il Tevere risplende, scuotendo improvvisamente la rassegnazione, l’apatia e l’indifferenza che serpeggiano nei cuniculi di questa Capitale bistrattata.

Potrebbero interessarti anche