Euro 2016: allarmi, scioperi e una valanga di soldi

stadiosannicolaSi preannuncia un mezzo disastro. Ma al governo del calcio interessa poco, perché i conti economici tornano.

ROMA – Ci siamo. L’uomo italico ha già riempito il frigorifero di birra e la dispensa di patatine per tuffarsi, da venerdì prossimo, sul divano di casa davanti alla “smart tv”. Iniziano gli Europei di calcio 2016 e chi se ne frega del resto. In Francia, paese organizzatore, gli umori sono differenti. I tifosi sperano in un successo dei loro amati “blues”, ma governo e società civile pensano a ben altro. In un’intervista rilasciata ieri ad un quotidiano francese, il presidente Hollande ha ammesso che esiste la minaccia di attentati terroristici. L’allarme era già stato lanciato dal governo statunitense alcuni giorni fa, attraverso alcune segnalazioni dei propri agenti segreti.

La notizia di per sé sembra quasi scontata, visto ciò che è accaduto a Parigi negli ultimi due anni, ma quando alla vigilia di un evento così importante per un paese il presidente ne parla vuol dire che il rischio è concreto, altrimenti farebbe solo campagna negativa allontanando tifosi e dunque incassi per il paese. Per far sì che la festa sia tale, comunque, Hollande ha dichiarato che ci saranno 90.000 addetti alla sicurezza durante gli Europei. Un esercito, insomma.

L’allarme terrorismo è uno dei grandi problemi che potrebbe avere la Francia in questo periodo degli Europei. Il secondo è quello del rischio paralisi dei lavoratori. Il numero uno della Cgt, il sindacato generale dei lavoratori francese, Philippe Martinez, ha annunciato da tempo che se il governo non andrà a trattative sulla riforma del codice del lavoro, sarà proclamato lo sciopero generale durante l’evento calcistico. Un’altra sigla sindacale, Sud, che rappresenta i trasportatori, ha annunciato ieri che da venerdì, giorno inaugurale di Euro 2016 (Francia-Romania il match in programma), fino al termine delle partite sarà indetto lo sciopero dei trasporti se il governo non scenderà a patti. Anche i piloti dell’Air France hanno annunciato uno sciopero dall’11 al 14 giugno rivendicando la rivalutazione degli stipendi. E anche i tassisti vogliono scioperare contro Uber.

Insomma, si preannuncia un mezzo disastro. Ma al governo del calcio interessa poco, perché i conti economici tornano. Grazie alla vendita dei diritti tv per le gare di qualificazione agli Europei, la Uefa ha incassato il 21% in più, portando il fatturato generale del calcio continentale sopra i 25 miliardi di euro.

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