Roma, boom del M5s. Crollano Pd e FI

Campidoglio_sliderA Roma, ballottaggio tra la candidata del M5S Virginia Raggi, al 35,6%, e quello del centrosinistra Roberto Giachetti, al 24,6. Giorgia Meloni si attesta al 20,8%, seguita da Alfio Marchini al 10,9 %. Nei municipi si respira la stessa aria: 13 su 15 alla pentastellata.

ROMA – Sarà ballottaggio, a Roma, tra la candidata del M5S Virginia Raggi, al 35,6%, e quello del centrosinistra Roberto Giachetti, al 24,6. Giorgia Meloni si attesta, invece, al 20,8%, seguita da
Alfio Marchini al 10,80% e da Stefano Fassina al 4,47%. A 2.167 sezioni scrutinate su 2.600 il Movimento 5 Stelle risulta essere il primo partito a Roma, con una percentuale che si attesta al 35,5%. Brusca battuta d’arresto, invece, nella Capitale per Pd e Forza Italia. Raddoppia i consensi Fratelli d’Italia. M5S, che vede avanti la propria candidata al Campidoglio Virginia Raggi, ha quasi triplicato le preferenze rispetto alle comunali del 2013 quando si attestava al 12,82%.
Nel dettaglio, la Raggi è in testa in 13 municipi della Capitale su 15. Roberto Giachetti è primo solo nel I (centro storico) e nel II (Parioli San Lorenzo). La candidata grillina, inoltre, fa il pieno di preferenze a Ostia, il X municipio commissariato per mafia, sfiorando il 44% dei voti. Bene anche a Tor Bella Monaca (VI municipio), periferia della Capitale, dove raggiunge quota 41,04% e dove anche Giorgia Meloni, che lì aveva scelto di chiudere la sua campagna elettorale, raggiunge il suo miglior risultato con il 25,61%, superando Roberto Giachetti che si ferma al 17,4%.

Meloni con il 23,41 supera Giachetti (22,25) anche nel V Municipio (Pigneto, Prenestino, Centocelle) quartieri storicamente rossi. Raggi raggiunge un risultato importante anche in IV Municipio, nella periferia del Tiburtino dove arriva a quota 37,66%. Quasi testa a testa tra Raggi e Giachetti a Monteverde (XII), quartiere del candidato dem che ottiene il 30,49% contro il 31,84 della candidata M5s. Marchini va forte nel XV, nei quartieri bene di Cassia e Flaminia, dove prende il 16,84% e anche ad Ostia, dove ha chiuso la campagna elettorale, con l’11,19. Stefano Fassina raggiunge il suo miglior risultato in VIII Municipio (Garbatella, Ostiense, Ardeatino) con il 6,82% dei voti.

Alle Elezioni Europee del 2014 la percentuale era del 24,95%. Crollo dei voti per il Pd che si ferma al 17,7% contro il 26,26% delle comunali del 2013 e il 43,07% delle Europee. Fdi arriva al 12,2%, raddoppiando i consensi delle comunali del 2013 (5,93%) e delle Europee (5,32%). Emorragia di voti anche per Forza Italia ferma al 4,2% contro il 13,46% delle Europee. “È un risultato storico, i romani sono pronti a voltare pagina, il vento sta cambiando e io sono pronta a governare questa città”, ha detto Raggi verso le due di notte, mentre nel quartiere generale all’Ostiense con Di Maio, Di Battista e altri parlamentari si tiene a bada a fatica la soddisfazione. “M5S senza apparentamenti è la prima forza politica a Roma. Stiamo ricostruendo uno spirito di comunità”, ha concluso la Raggi.

Per il M5s “è un risultato storico” e ora “cambiamo tutto”. Così il blog di Beppe Grillo commenta, a notte alta, il voto delle elezioni comunali e in particolare il risultato dei pentastellati a Roma e Torino. “Un risultato storico”, è scritto a lettere maiuscole per due volte in un post dove si rileva anche che a Savona si profila il ballottaggio, grazie a Salvatore Diaspro, a Bologna Max Bugani “ha raddoppiato i voti delle precedenti elezioni comunali, a Milano con Gianluca Corrado il MoVimento 5 Stelle è passato dal 3% a circa il 10% e a Napoli con Matteo Brambilla dall’1 al 10%”. Inoltre “ci sono già alcuni sindaci eletti al primo turno (per ora Fossombrone e Vigonovo)”. Insomma, “Il MoVimento 5 Stelle è lento, ma inesorabile. Cambiamo tutto!”.
Continua a calare, nel complesso, l’affluenza degli italiani alle urne e la tornata amministrativa di ieri lo conferma, registrando una flessione del 5%. Al primo turno delle elezioni comunali 2016 ha infatti votato, secondo i dati definitivi del Ministero dell’Interno (che però non comprendono i comuni delle regioni a statuto speciale, Friuli Venezia Giulia e Sicilia), il 62,14% degli aventi diritto.  Per le precedenti elezioni l’affluenza fu del 67,42%. Un altro elemento da registrare, infine, è l’ulteriore calo dei votanti nelle grandi città: nessuna, ad eccezione di Cagliari, raggiunge il 60%, attestandosi tra il 52 e il 55%. In controtendenza Roma dove si raggiunge il 57,13% rispetto al 52,8 del marzo 2013.

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