Per la prima volta gli inglesi preferiscono Brexit

eu_refUn sondaggio di YouGov dà il 45% ai secessionisti contro il 41% di chi vuol restare nell’Unione Europea.

Sulla scena finanziaria non solo europea, aleggia sempre più minaccioso il fantasma della Brexit dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. D’altronde il referendum del 23 giugno si avvicina a grandi passi e rischia di gettare i mercati globali nel caos. Improvvisamente sui mercati la sterlina è precipitata ai minimi nelle ultime tre settimane. La causa sarebbe da imputare agli ultimi sondaggi che per la prima volta danno in vantaggio i “secessionisti” sugli “unionisti”. In particolare una rilevazione di YouGov per la rete televisiva Itv ha evidenziato che il 45% degli inglesi sceglierebbe di uscire dall’Ue, rispetto al 41% che intende rimanere.

La sterlina ha perso lo 0,9% a 1,4383 contro il dollaro, dopo aver toccato il minimo di 1,4353, il livello più basso dal 16 maggio. La sterlina, barometro fondamentale nel dibattito referendario, era calata ai minimi negli ultimi sette anni (1,3836 contro il biglietto verde) per poi riprendersi all’inizio di quest’anno grazie agli esiti positivi delle indagini di opinione (più votanti in che out). Gli analisti di Commerzbank – fa notare MF – si aspettano un mercato “meno preparato ad affrontare il rischio di una Brexit che non un Bremain”. Con l’avvicinarsi del referendum, infatti, gli investitori hanno creduto che tutto sarebbe andato nel verso giusto. In particolare, nessuno, sul versante valutario, sembra preparato a un’uscita del Regno Unito dall’Ue, concludono gli analisti, sottolineando l’andamento attuale della sterlina che, in scia agli ultimi sondaggi pro-Brexit, sta continuando a perdere terreno sia contro l’euro che nei confronti del dollaro.

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