Un ballottaggio da 13 miliardi

o-VIRGINIA-RAGGI-facebookIl debito del Campidoglio ha una sola caratteristica, esserci. Non è né troppo, né poco, né breve, né lungo: c’è.

 

di Tito Tullio

 

ROMA – Esiste. Per il Movimento 5 Stelle romano di Virginia Raggi, il debito del Campidoglio ha una sola caratteristica, esserci. Non è né troppo, né poco, né breve, né lungo: c’è. Al punto 3 del programma elettorale, le undici proposte per Roma, il titolo “Conti alla luce del sole” promette bene, ma delude presto: …rendere pubblici con una modalità di accesso immediata ed una consultazione semplice anche i dati sintetici del bilancio preventivo e consuntivo del Comune… Stop. Non si danno numeri, né ricette per la gestione dei conti della Capitale.

Scattata per il ballottaggio dopo aver raccolto un terzo dei voti, il candidato sindaco del M5S Virginia Raggi non ha ancora definito la squadra di governo, e tanto meno si sa chi dovrà occuparsi del bilancio. E del debito, tutt’altro che trascurabile, visto che pesa la bellezza di 13,6 miliardi e che per rimborsarlo, a rate di 500 milioni l’anno, i romani dovrebbero sopportare le aliquote Irpef al massimo livello possibile per i prossimi 33 anni. Hai voglia a rendere trasparente la questione, come propongono i 5 Stelle. Loro puntano sulla trasparenza e il miglioramento dell’efficienza dei servizi comunali e delle partecipate, ma anche qui non ci sono grandi idee se non quella di fare ogni volta che è possibile un protocollo con l’Anac di Raffaele Cantone, quasi ad affidargli in outourcing la vigilanza sull’amministrazione, e come se l’unico problema fosse la corruzione. I conti della Capitale purtroppo sono molto chiari e, per inciso, i dati del bilancio del Comune sono sul sito internet. Sufficientemente comprensibili per capire che le cose vanno malissimo: solo le spese correnti assorbono 4,3 miliardi dei 6 del bilancio, mentre i tributi assicurano un gettito che non arriva a 3 miliardi.

Sull’altro fronte non ci sono dubbi. Se il sindaco fosse Roberto Giachetti del Pd l’assessore al bilancio sarebbe Silvia Scozzese, già designata. E’ un tecnico, viene dall’ufficio studi dell’Anci, l’associazione dei comuni, ed è già stata assessore al bilancio nella giunta di Ignazio Marino. Poi Matteo Renzi l’ha nominata anche Commissario Straordinario per la gestione del debito, quei 13,6 miliardi di cui si parlava. Conosce i meccanismi della finanza locale come pochi in Italia, è molto preparata e seria. Tra l’altro, essendo stata commissario, è l’unica che conosce esattamente come stanno le faccende del debito capitolino. Si è ripassata gli affari della gestione di Massimo Varazzani, che l’aveva preceduta nell’incarico, da cui avrebbe ricavato anche qualche dubbio.

Ma la sua relazione l’ha spedita al Governo a fine primavera e Palazzo Chigi la tiene ancora riservata. Giachetti le ha già commissionato una manovra correttiva per ricavare 300 milioni l’anno da destinare alla spesa corrente e 150 agli investimenti. Sarà lei a doverli procurare con la spending review e il recupero dell’evasione, il vero banco di prova, e tentare poi la ristrutturazione del debito affiancata dalla vendita degli immobili. Questo c’è nel programma. Essendo da tre anni la persona che ha più le mani in pasta con la finanza municipale, se avrà il Bilancio questa volta Silvia Scozzese non avrà alibi.

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