L’Inpgi vende casa

inpgiingressoMetà del patrimonio immobiliare valutato oltre 500 milioni. Martedì consiglio d’amministrazione.

ROMA – Entro il 2020 l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani punta a cedere circa la metà del proprio patrimonio immobiliare. Ma già ad inizio settembre si partirà con un primo gruppo di immobili con l’obiettivo di procedere ai primi rogiti entro la fine dell’anno. Un’altra quota sarà poi ceduta ad inizio 2017. Entro il 2018 saranno venduti immobili per un valore di 450-550 milioni di euro e ulteriori 120-150 nei due anni successivi.
Il processo ha registrato una accelerazione in questi giorni, da una parte per avere la sufficiente liquidità necessaria per fronteggiare lo sbilancio di circa 100 milioni che l’istituto potrebbe registrare quest’anno, dall’altra per rispettare i criteri del decreto in arrivo da parte del governo in base al quale solo il 30% del patrimonio degli enti previdenziali privati può essere investito in immobili.

Il progetto, comunque, non è ancora definito e al momento nessuno è in grado di dire quali unità immobiliari saranno messe sul mercato. Il calendario però è già fissato.
I criteri guida (dallo sconto previsto per l’inquilino alle regole per individuare gli immobili da vendere prioritariamente) saranno fissati nel consiglio di amministrazione convocato per martedì prossimo. Poi a luglio sarà messo a punto il business plan per individuare, in base alle regole fissate, con quali immobili procedere.

Le prime lettere, in pratica, arriveranno a inizio settembre e riguarderanno solo la prima tranche di vendita. I funzionari Sgr Investire, che per conto dell’Inpgi gestisce il Fondo Amendola al quale gli immobili sono stati conferiti, contatteranno personalmente i proprietari coinvolti. Specifiche priorità dovrebbero essere riconosciute per i giornalisti iscritti all’Inpgi. Se il criterio del prezzo seguirà attentamente l’andamento del mercato (con priorità e riduzioni previste per gli inquilini che, in genere, potrebbero aggirarsi attorno al 20%), per favorire la vendita saranno previsti meccanismi di aiuto, già utilizzati in passato dall’istituto e da altri grandi enti previdenziali: dalla possibilità di acquisto da parte di parenti stretti a convenzioni con istituti di credito per i mutui e con notai per i rogiti. Ci sarà attenzione per chi vuole acquistare ma anche per chi rimarrà in affitto, con la possibilità di attuare anche un piano di mobilità.

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