Ora tutti sparano su Vegas

vegas-6401Anche il ministro Calenda. Al centro dello scontro le informazioni sui rischi per i risparmiatori.

 

ROMA – Il fronte anti Vegas cresce e fa proseliti ogni giorno. Oggi è la volta del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che critica l’operato del presidente della Consob in merito all’esclusione degli scenari probabilistici dai prospetti informativi bancari. “Non credo che stia al governo commentare l’attività di istituzioni indipendenti, però degli errori gravi sono stati fatti”, ha spiegato, aggiungendo di essere d’accordo sulle dimissioni di Vegas. 

In base alle accuse, il presidente avrebbe violato la regola Consob che prevede di raccomandare alle banche l’utilizzo di uno strumento che quantifichi la probabilità di perdita del capitale investito. Alle parole di Calenda si è subito associato Enrico Zanetti, viceministro all’Economia. “Adesso siamo in due, nel governo, a dire in modo esplicito che ci sono stati errori e goffe autoassoluzioni. Il punto è capire se basta o dobbiamo diventare tre, quattro o cinque”, ha sottolineato il segretario di Scelta Civica.

Già nei giorni scorsi il vice ministro all’Economia aveva sparato a pallettoni sul presidente della Consob: “Non mi riferisco alla polemica di questi giorni con la trasmissione Report, ma alle parole francamente discutibili di un mese fa, quando Vegas disse che i prospetti da un lato erano perfettamente in grado di informare i risparmiatori sui rischi, ma al tempo stesso erano troppo lunghi e complicati per poter essere adeguatamente compresi. Per questo mi aspetto un passo indietro del presidente Vegas”.

Stiamo parlando di fatti e decisioni maturate sei/sette anni fa e solo adesso si affronta il problema e si sale sul carro dei giustizialisti. In realtà la situazione degli “scenari” è oggettivamente pasticciata. Prima, marzo 2009, la Consob di Cardia ne aveva raccomandato l’inserimento nei prospetti di emissione, dando un grosso dispiacere ai banchieri. Poi però nel 2011, dopo l’arrivo di Vegas in Consob, agli “scenari” fu messa la sordina. Anzi, stando ad una comunicazione interna pubblicata da Report, “conformemente alle indicazioni fornite per le vie brevi dalla S.V. al responsabile divisione studi economici, gli uffici inviteranno gli emittenti a non inserire tali scenari nel prospetto e ne chiederanno l’eliminazione ove le riportassero per autonoma iniziativa”.

Vegas ha replicato alle accuse con una “nota del presidente”, in cui si spiega che già la Consob di Cardia, il 14 luglio 2009, “ritenne di non raccomandare gli scenari probabilistici nei prospetti, per due motivi: la forte contrarietà espressa dal mercato, che li riteneva in contrasto con il quadro normativo europeo, e l’evoluzione del quadro giuridico europeo, che nell’ottobre 2009 ha respinto a schiacciante maggioranza gli scenari come mezzo di rappresentazione dei rischi”. Nel 2012, ha ricordato ancora Vegas, la disciplina europea è cambiata nuovamente, armonizzando la descrizione dei titoli offerti al pubblico e i loro rischi “con informazioni che non includono gli scenari probabilistici”, che pertanto i regolatori nazionali “non hanno il potere di imporre in via generale”.

Se non accadranno dunque fatti nuovi, la resa dei conti in Consob è solo rimandata di qualche giorno, quando si riunirà la Commissione al gran completo per fare definitiva chiarezza sul caso degli “scenari probabilistici” di investimento. Nessuno fa previsioni sull’esito dello scontro, in un clima peraltro già surriscaldato  dal crac delle quattro banche che hanno azzerato il loro capitale oltre a 788 milioni di loro obbligazioni subordinate, di cui 340 erano di piccoli clienti.

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