Raggi, Giachetti e i Giochi del mattone

slidergiachettiraggiA Roma circa 15 miliardi di debiti e metropolitane ferme ogni giorno. Ma le Olimpiadi contano più di ogni altra cosa.

di Agostino Monaldi

ROMA – Se un marziano (non l’ex sindaco Marino, ma il clone di quello di Flaiano) sbarcasse a Roma con un’astronave e leggesse i giornali si domanderebbe: ma domenica 19 giugno si vota per scegliere il sindaco della Capitale o le Olimpiadi del 2024? È stato soprattutto Il Messaggero a cavalcare la necessità di dire sì alla candidatura per i Giochi. Gli interessi dell’editore del quotidiano di via del Tritone sono evidenti. Tanto che Virginia Raggi, la candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, ha risposto in modo tagliente a una domanda che le è stata rivolta sul palco di “Unimpresa”: “Non sono contro i Giochi olimpici, ma contro i Giochi del mattone“.

Anche il Corriere della Sera ha parlato delle Olimpiadi come “un’occasione d’oro” e ha ospitato una lunga intervista al presidente del Comitato Luca di Montezemolo per ribadire che bisogna essere “uniti” e che ci sono otto anni per prepararsi all’evento. Il Corriere dello Sport ha dato spazio al presidente del Coni Giovanni Malagò, che negli ultimi giorni, da quando la Raggi ha conquistato il consenso più alto al primo turno, si è gettato nella campagna elettorale a favore di chi vuole fare le Olimpiadi senza se e senza ma, cioè il candidato del Pd, Roberto Giachetti. In questa partita è entrato anche il capitano della Roma Francesco Totti che a dieci giorni dal voto ha sponsorizzato i Giochi.

La candidata del M5S, che da quando è cominciata la campagna elettorale ha tutti contro (salvo il 35% degli elettori e pochissime altre eccezioni), si è limitata a notare: “Nei miei giri per la città mai nessun cittadino romano mi ha chiesto se si fanno o no le Olimpiadi. Dire sì sarebbe facile perché porta consensi, ma in passato la classe politica di sì ne ha detti fin troppi”. Insomma, meglio occuparsi di autobus, rifiuti, decoro urbano, debito, nel tentativo di far tornare Roma una città vivibile. Poi si vedrà se ci sarà tempo e modo di candidarsi alle Olimpiadi.

E se Il Fatto quotidiano ha sintetizzato “I giornali amano i Giochi, i loro editori anche di più”, chissà che ne pensano i romani. Chissà, soprattutto, se domenica 19 andranno a votare pensando alle corse in una pista di atletica o a quelle per prendere al volo un pullman che non passa quasi mai. Peraltro le altre città non stanno meglio di Roma. Ad Amburgo s’è svolto un referendum e i tedeschi hanno votato candidamente contro la candidatura della loro città per ospitare i Giochi del 2024. Pure Monaco aveva rinunciato alle Olimpiadi invernali del 2022. Los Angeles si è ritirata (sostituita da Boston) e sono uscite di scena anche Cracovia, Stoccolma e Oslo.

Eppure a Roma, che ha una quindicina di miliardi di debiti, ottomila posti mancanti negli asili nido, scuole che cadono a pezzi, metropolitane che si fermano ogni giorno, sembra che le Olimpiadi contino più di ogni altra cosa. Ma poi sarà vero o si tratta soltanto dei soliti Giochi politici?

Potrebbero interessarti anche