Scannapieco: “15 miliardi per i paesi dei migranti”

immigratiPer disinnescare l’emergenza nei paesi di origine del Sud del Mediterraneo e dell’Africa sub-sahariana.

ROMA – Acqua, elettricità, scuole e ospedali per le necessità basiche e impellenti e finanziamenti a una rete di imprese piccole o piccolissime in modo da dare lavoro e sostentamento ai migranti e alle loro famiglie.

Il piano Ue per disinnescare l’emergenza nei paesi di transito ma soprattutto di origine del Sud del Mediterraneo e dell’Africa sub-sahariana non ha bisogno solo di denaro, ma anche di esperti in grado di gestire i flussi di finanziamenti e consigliare i governi locali sui progetti da realizzare. A questo si è candidata la Bei, la banca europea per gli investimenti che, secondo il vicepresidente Dario Scannapieco (un passato al Tesoro con Ciampi e poi alla guida del comitato per le privatizzazioni) è pronta a dare il suo contributo in prima linea (Ansa).

Scannapieco sottolinea come la banca rappresenti “lo strumento ideale sia per il suo profilo tecnico e la presenza in loco che per la sua natura di istituto di credito posseduto dagli stati europei e che esibisce la bandiera dell’Unione”. Sarà il prossimo consiglio Ue di fine giugno a prendere la decisione politica necessaria, ma intanto l’idea è di poter partire in tempi brevi con un ventaglio di progetti. “Con 1 miliardo di euro – fa un esempio Scannapieco – siamo in grado di dare acqua a 300mila persone nei campi profughi della Giordania del Nord, o costruire 50 scuole o 4 ospedali e con soli 100 milioni di finanziamenti, attraverso lo strumento del microcredito, supportare 250mila aziende piccole o piccolissime”, magari a carattere familiare con effetti indotti su un 1 milione di persone.

Coinvolgere quindi i privati, meglio se locali, dare garanzie sul rischio paese ma anche commerciale, fare da consulenti ai governi locali. Uno schema, adattato alle realtà locali già usato dalla Bei con successo nel piano Juncker, che mira a tirare l’Europa fuori dalle secche della stagnazione. Scannapieco, di fresca riconferma biennale al fondo Fei per il sostegno alle Pmi, rivendica i buoni risultati già raggiunti in quest ambito senza eccessivo clamore. I progetti approvati dal Fei sono pari a 12,8 miliardi di euro e attivano circa 100 miliardi, di cui 13 in Italia.

“Si tratta di progetti con un’ottica di lungo termine – spiega – ma in grado, come evidenziato da studi indipendenti, di dare risultati già nel medio termine sull’economia e l’occupazione e che presentano una forte componente di innovazione”. In Italia si va dal produttore di acciaio Arvedi alla Telecom Italia oltre che al rinnovo delle flotte regionali di treni. “Ci prendiamo qualche rischio in più ma l’obiettivo è sempre quello di non puntare al breve o al mero rendimento ma agli effetti benefici più generali sull’economia”.

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