Dagli Usa la voce del personale diplomatico

Fucsia-Nissoli-e1361415357533Il personale diplomatico italiano in missione USA chiede l’adeguamento retributivo atteso ormai da 15 anni.

 

ROMA – Siamo stati abituati a considerare lavoratori italiani tutti coloro che operano su territorio italico e con i quali ci rapportiamo tutti i giorni. Ma (a nostra insaputa?) esiste un mondo silenzioso che si muove per tutti i cittadini italiani e lo fa tacitamente da continenti lontani.

Infatti, l’opinione pubblica inciampa, non così raramente dato il numero esponenziale di conflitti internazionale, nell’espressione roboante “rete diplomatica-consolare”. Tuttavia, questa formula appare come un bel contenitore pieno di individui dei quali nessuno conosce le fattezze. Invece, è proprio questa rete che tesse le relazioni tra il nostro bel paese e il resto degli stati del mondo, aiutando attivamente i nostri compatrioti all’estero.

Proprio dalla rete diplomatica-consolare degli addetti alle relazioni Italia-USA si leva una flebile voce, della quale si fa portabandiera l’On. Fucsia Fitzgerald Nissoli, eletta con la lista Monti nella circoscrizione America settentrionale e centrale. Difatti l’onorevole, rivolgendosi al Maeci (Ministero degli affari esteri e cooperazione internazionale), si fa firmataria di un’interrogazione parlamentare nella quale chiede un adeguamento retributivo per tutto il personale a contratto nelle sedi italiane e americane degli uffici consolari che si occupano dell’asset Italia-USA.

Cerchiamo, dunque, di capire quale sia il nocciolo della questione. Per un periodo che dura ormai da 15 anni, la retribuzione salariale di questo personale a contratto non ha conosciuto alcun tipo di aumento o di adeguamento. Eppure, le vicende economiche e lo sviluppo della realtà italiana e americana hanno inciso fortemente sul costo della vita, che ha registrato un notevole incremento. Per semplificare, il personale percepisce lo stesso salario ma vede il proprio potere d’acquisto sul territorio americano fortemente indebolito.

Il disagio più grande è rappresentato dall’impossibilità da parte di questi lavoratori di coprire tutte le spese sanitarie. Infatti, in qualità di stranieri e non di cittadini americani, non possono versare i contributi nella social security e, quindi, non hanno accesso al trattamento sanitario che spetta invece di diritto a tutti i cittadini USA. La richiesta dell’On. Fucsia Fitzgerald Nissoli è quella di modificare la convezione di sicurezza Italia-USA, per permettere ai lavoratori di fare versamenti alla social security godendo di adeguati diritti sanitari.

Qual è la risposta del Maeci? Il Ministero, con la risposta ufficiale firmata dal Sottosegretario al Ministero degli esteri, sen. Della Vedova, annuncia che gli Stati Uniti sono stati inclusi in un programma di adeguamento di 1.050,00€ per i circa 500 dipendenti a contratto. A ciò si aggiunge anche la chiara azione nella direzione della revisione, iniziata già agli inizi del 2016, delle convezioni retributive per il personale a contratto.

Ma la nota principale è la volontà di rivedere la Convenzione di sicurezza Italia-USA in vigore dal lontano 1978 che, come ci suggerisce la variabile temporale, risulta senza ombra di dubbio desueta. In sintesi, il sen. Benedetto Della Vedova ha risposto impegnandosi formalmente per la risoluzione del problema di questi lavoratori.

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