Roma come Gomorra, 29 arresti per spaccio

spaccio-drogaPusher che spacciavano, vedette che avvisavano e “indennità” per mantenere le famiglie di chi finiva in carcere.

ROMA – Un “supermercato di droga a cielo aperto”. È così che si erano trasformate le due palazzine popolari di via San Biagio Platani, nel quartiere di Tor Bella Monaca, dove presunti pusher spacciavano stupefacenti tutti i giorni e a tutte le ore, organizzati in veri e propri turni di “servizio”.

Dopo due anni di indagini, i Carabinieri del Gruppo di Frascati hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 33 soggetti, tra cui 4 donne, appartenenti a un’organizzazione criminale dedita al narcotraffico, radicata nella città di Roma con base operativa e logistica nel quartiere di Tor Bella Monaca.

Lo spaccio al minuto degli stupefacenti, in particolare cocaina, da parte dei numerosi soggetti identificati (molti dei quali tratti in arresto in flagranza di reato), avveniva con un ricorrente e collaudato modus operandi: i pusher raggiungevano la postazione assegnata per poi nascondere, o su se stessi o in luoghi limitrofi, involucri di cocaina. Vicino e a tutela del pusher stazionavano le vedette, incaricate di vigilare sull’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. L’acquirente, una volta giunto sulla piazza, rigorosamente a piedi, veniva fatto avvicinare al pusher, dal quale, previa consegna della somma di 20/50 euro, riceveva una bustina di cocaina. Terminata la vendita degli involucri assegnati a ciascun pusher nel loro orario di lavoro, questi consegnavano l’intero provento ai “luogotenenti del cassiere”. Un’attività criminale che avveniva anche in presenza di bambini, che occasionalmente si trovavano a transitare.

Al vertice dell’organizzazione un giovane 24enne del posto, già gravato da precedenti penali, che provvedeva a retribuire gli spacciatori – i cui turni venivano organizzati preventivamente sulle 24 ore – mediante una percentuale sulle dosi di droga che erano riusciti a vendere. L’organizzazione criminale garantiva inoltre, in caso di arresto, l’erogazione di una vera e propria “indennità” e la tutela legale, differenziata a seconda che si trattasse di custodia cautelare in carcere o di arresti domiciliari, con accollo anche delle spese legali.  Nessuna forma di “tutela” era invece prevista nel caso in cui lo spacciatore fosse stato arrestato da personale in uniforme, considerando in questo caso il pusher stesso responsabile per la sua disattenzione. Insomma vere e proprie regole di ingaggio a tutti gli effetti.

Nel corso delle indagini dei Carabinieri della Stazione di Roma Tor Bella Monaca sono già state arrestate in flagranza 29 persone e recuperato un quantitativo di cocaina pari a circa 6.000 dosi. Decine le perquisizioni, anche nei confronti di indagati non colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare. L’operazione ha interessato oltre duecento Carabinieri coadiuvati dai cinofili, da un elicottero dell’Arma e da personale dell’8° Reggimento Carabinieri “Lazio”.

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