Tentativi in atto al Cnr per aggirare le norme

Consiglio_Nazionale_delle_Ricerche_-_RomaUna montagna di precari in bilico. Il vincolo del tempo pieno per il presidente. 1508 dipendenti col determinato.

 

ROMA – C’è turbolenza al Consiglio nazionale delle ricerche da quando non sono stati rinnovati i contratti a tempo determinato venuti a scadenza. Quello del precariato, si sa, è una piaga che affligge da anni il mondo della ricerca italiana. E al Cnr il male è diventato cronico ed ha assunto proporzioni patologiche. Basti pensare che su un totale di 8329 dipendenti ben 1508 (di cui 935 ricercatori e 573 amministrativi) hanno contratti a tempo determinato, che mediamente durano da 4/5 anni, con punte  fino a 12/13 anni

Ora si dà il caso che da qualche tempo a questa parte il nuovo vertice del Consiglio, fresco di nomina, ha stabilito che, in attesa di soluzioni organiche del problema, i contratti che vengono a scadenza non siano prorogati, o tutt’al più rinnovati da un mese all’altro. E’ successo così che a tre dipendenti del centro di eccellenza dell’economia del mare di Granitola (Trapani) e ad altri tre di Catania, all’incirca in servizio da tre anni, non è stato rinnovato il contratto, con conseguente licenziamento.

Naturalmente il precedente non poteva che creare grave allarme in un ente che conta 1.500 unità di personale nelle stesse condizioni dei sei dipendenti siciliani licenziati. Senza contare che il provvedimento contravviene all’accordo sottoscritto con i precedenti vertici del Consiglio circa la prorogabilità dei contratti a tempo determinato fino al 31.12.2018 e considerando che il Cnr continua a non utilizzare risorse assunzionali (il sindacalese inventa di continuo orribili neologismi, ndr) destinate ad impieghi a tempo indeterminato per ben 16 milioni.

Lo tsunami che ha sconvolto le relazioni sindacali nell’ente arriva ad appena 100 giorni dall’insediamento del nuovo presidente, Massimo Inguscio, e dei consiglieri di amministrazione Roberto Lagalla ed Edoardo Frosini. Il presidente in particolare si distingue per iniziative a dir poco spericolate. L’ultima in ordine di tempo, in atto mentre scriviamo, consisterebbe nel tentativo di modificare lo statuto dell’ente per non incorrere in un vizio di ineleggibilità. Si dà il caso infatti che lo statuto, insieme ad altri requisiti vincolanti, prescriva il tempo pieno per il presidente, come previsto espressamente nel bando per la ricerca della figura professionale.

Considerato che tale problematica è all’ordine del giorno dell’odierno Cda, la UIL Ricerca ha inviato a tutti i Consiglieri e ai vertici dell’Ente, nonchè ai Ministeri vigilanti e agli organi di stampa, una comunicazione per denunciare il tentativo di modifica dello statuto del Cnr. “Riguardo alle indiscrezioni circolate – si legge nella nota – circa la determinazione a proporre modifiche dell’art. 15 dello Statuto del Cnr che consentirebbero di superare i vincoli del tempo pieno per l’incarico di Presidente, si ritengono queste eventuali proposte, se confermate, per nulla condivisibili e comunque, al momento, inopportune sia perché apparirebbero come modifiche “ad personam” sia perché, a nostro avviso, metterebbero a rischio la validità della stessa “call” recentemente espletata per la scelta del Presidente, call che ha visto esclusi altri potenziali candidati non disponibili per il tempo pieno”. L’appuntamento è per oggi. Domani sapremo come è andata.

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