Malagò – Barelli, il primo round finisce 0 a 0

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L’ex senatore di Forza Italia resta in sella. Il caso passa al garante del codice di comportamento sportivo.


ROMA – Scontro Malagò-Barelli, atto primo. Ci avevano provato in molti a far ritirare a Paolo Barelli il ricorso al Tar contro l’assoluzione di Giovanni Malagò. A partire proprio dallo stesso numero uno dello sport – che nella precedente riunione di Giunta Coni aveva chiaramente detto che in caso di mancato ritiro, Barelli sarebbe decaduto dalla poltrona – e finendo con i due storici dirigenti del Coni e del Cio, Franco Carraro e Mario Pescante, a lui molto vicini anche per appartenenza politica. 

Ma l’ex senatore di Forza Italia non ha ceduto e oggi il Tar ha discusso il ricorso. L’esito si saprà a fine mese, proprio pochi giorni prima delle riunioni di Giunta e del Consiglio nazionale del Coni fissato per il 5 luglio.

Intanto oggi si è svolta una Giunta straordinaria e l’argomento, appunto, è stato trattato. Le ipotesi della vigilia facevano pensare o a un ritiro del ricorso in extremis da parte di Barelli, che è anche membro di Giunta, o a una proposta di decadimento dalla carica da presidente Fin da parte della Giunta o, infine, a una proposta di incandidabilità dello stesso alle prossime elezioni federali.

E invece come è andata? Diciamo 0-0 palla al centro. In sostanza la Giunta nazionale ha avanzato una richiesta di parere alla sezione consultiva del Collegio di Garanzia sul caso del ricorso al Tar della Fin, e quindi di Paolo Barelli, che secondo il Comitato olimpico nazionale rappresenta una possibile violazione della clausola compromissoria.

La mozione è stata approvata all’unanimità dalla Giunta, con l’astensione ovviamente di Barelli. L’organismo del Coni dunque ha dato mandato al segretario generale Fabbricini di formulare i quesiti sulla base di quanto emerso nel corso delle riunioni di Giunta e Consiglio nazionale precedenti. La questione viene aggiornata al 5 luglio e… l’estate si preavvisa molto calda.

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