Giustizia, cancellieri e magistrati cercasi

csm-ult-bigA fine 2015 il gap si aggravava ulteriormente rispetto al 2014, con una carenza di 9.046 unità, pari al 20,7 %.

 

Nessuno poteva aspettarsi che il “grido di dolore” di decine di Tribunali, Corti d’appello, Procure della Repubblica di tutta Italia, fatto proprio dal Consiglio superiore della magistratura, potesse produrre effetti immediati (a parte il fatto che è dal 2013 che il Csm si fa interprete del profondo disagio degli uffici giudiziari).

Ma neppure che il ministro della Giustizia, terminale e responsabile ultimo dell’organizzazione, si adombrasse per i rilievi contenuti nella delibera del Csm che non fa altro che rappresentare la grave difficoltà in cui versano gli uffici giudiziari per la carenza di organico del personale amministrativo e dei magistrati. E’ come se il responsabile della malattia fosse il medico che la diagnostica.

La verità è che non intervenendo con misure concrete ed efficaci, la situazione della giustizia italiana, a dispetto di quanti ne invocano ogni giorno una palingenesi, si aggrava col passare del tempo. Già a fine 2014 il quadro era desolante: il personale in forza all’amministrazione contava 35.625 unità su una dotazione organica di 43.702, con una scopertura del 18,48 %. A fine 2015 purtroppo il gap si aggravava con una carenza di 9.046 unità, pari al 20,7 %.

A fronte di questa denuncia oggettiva, il ministro Orlando prima si è lamentato con il vice presidente del Csm, rivendicando di non essere stato con le mani in mano (senza specificare con quali misure avrebbe cercato di contenere il degrado), per poi sferrare un attacco diretto: “L’ultimatum del Csm? La verità che loro sono arrivati per ultimi, mentre quello del personale è il mio incubo da due anni”.

Ma se c’è qualcuno che suggerisce la cura per scacciare gli incubi, che male c’è? Anzi c’è una legge ad hoc che riconosce al C.S.M. il diritto/dovere di “fare proposte al Ministro …. su tutte le materie riguardanti l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”. E infatti il plenum del Csm così ha fatto, inviando al ministro della Giustizia le misure più urgenti da adottare per tamponare la falla.

1. indire con urgenza procedure concorsuali straordinarie volte al reclutamento di un consistente contingente di personale amministrativo in possesso di specializzazioni tecniche di tipo informatico, statistico, ingegneristico;
2. avviare ulteriori procedure di mobilità extracompartimentale, assegnando prioritaria destinazione delle risorse agli uffici giudiziari, anche tramite adeguati incentivi, professionali o economici,
3. indire due procedure concorsuali all’anno per il reclutamento di magistrati, fino alla
completa copertura delle vacanze di organico;
4. ridurre la durata del tirocinio dei magistrati da 18 a 12 mesi;
5. avviare con urgenza una idonea programmazione di lungo periodo relativa a ciascun ufficio
giudiziario.

Si vede che la suscettibilità di Orlando ha fatto premio sulla valutazione di merito delle proposte: “Il Csm si è accorto del problema del personale perché un autorevole magistrato come il procuratore di Torino Armando Spataro ha posto il problema. Con Legnini ne abbiamo parlato più volte… tant’è che abbiamo misurato le performance dei tribunali” E qui il coup de théatre che rovescia la frittata: “Ho scoperto – è sempre il ministro Orlando a parlare – che alcuni dei peggiori tribunali, pur essendo ad organico di personale pieno, vanno male lo stesso. Il Csm qui deve scegliere bene i capi degli uffici. Se a fronte di un aumento degli investimenti per l’informatica la situazione non migliora, ciò è frutto di discutibili capacità organizzative”.

Il “pontiere” Legnini, già provato dalla continua spola tra Palazzo dei Marescialli e via Arenula, avrà ancora molto da fare per superare la querelle.

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