Ddl terrorismo, governo battuto in aula al Senato

SenatoSLIDERGoverno e maggioranza vacillano in Senato sul ddl terrorismo. Lo scontro si sposta sulla politica.

ROMA -Governo e maggioranza battuti in aula del Senato, dove si è esaminata la ratifica di cinque accordi internazionali in materia di lotta al terrorismo e dove è stato approvato un emendamento a firma Caliendo (Fi).

L’emendamento Fi a firma Caliendo-Palma alla ratifica di un accordo internazionale a favore della lotta al terrorismo è stato approvato dall’aula del Senato con 102 voti a favore, 92 contrari e 4 astenuti. A votare con le opposizioni sono stati anche i senatori di maggioranza di Ala e di Ap. Il senatore verdiniano Ciro Falanga, prendendo la parola in aula, ha spiegato che l’emendamento e’ stato approvato grazie ai voti del suo gruppo ed ha quindi precisato: “Questo non ha un significato politico, solo che su quel determinato tema i senatori di Ala non erano d’accordo con il governo e con la maggioranza”.

Su che cosa verteva il dissenso? Il disegno di legge governativo reca all’art. 4 comma 1 lettera c) l’espressione «da sei a dodici anni», sotituita con «non inferiore ad anni quindici» su emendamento di Caliendo.

Subito dopo il voto il capogruppo Pd, Luigi Zanda ha chiesto la sospensione dei lavori dell’assemblea per valutare la situazione. La richiesta e’ stata accolta dal presidente Grasso che ha sospeso la seduta.

Il Ddl n. 2223, recante le norme per il contrasto al terrorismo e la ratifica di 5 accordi internazionali in materia, era stato approvato alla Camera lo scorso 26 gennaio. Oggi, però, trova lo stop del Senato.

“Non è il governo che va sotto, ma è il Senato che si riappropria del suo ruolo e riassume dignità.” Questo il commento del presidente del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, Mario Ferrara, sul voto in Aula che ha visto soccombere il governo su un emendamento al ddl di ratifica di accordi internazionali in tema di lotta al terrorismo.

“Che le elezioni amministrative avessero un significato politico lo si è visto chiaramente oggi al Senato quando il Governo e’ stato messo in minoranza su un emendamento di Forza Italia. Renzi appare sempre più traballante: non solo non può più contare pienamente sui suoi alleati della ultima ora ma neppure su quelli della prima ora, come si evince dalle lotte interne al Pd dopo la sconfitta di Roma e Torino”. Lo afferma Deborah Bergamini, responsabile Comunicazione di Forza Italia.

“L’approvazione in Senato dell’emendamento di Forza Italia al disegno di legge sul terrorismo sull’aumento delle pene in caso di utilizzo di un ordigno nucleare è un chiaro segnale da parte dei parlamentari rispetto all’arroganza della maggioranza. Non si può infatti accettare la sistematica delegittimazione del Senato che, in ossequio ai voleri del governo, dovrebbe solo “vistare” provvedimenti il più delle volte incoerenti e pasticciati, frutto di un approccio istituzionale dilettantesco e inutilmente chiuso al confronto e alla qualità degli atti legislativi”. Lo ha affermato in una dichiarazione la senatrice Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia a palazzo Madama. “E’ ormai evidente – ha aggiunto la senatrice Bernini -che senza il sostegno del gruppo di Ala la maggioranza in Senato non c’e’. Se a questo aggiungiamo i sempre più evidenti malumori di esponenti di Ap appare chiara l’impossibilita’ del governo Renzi di andare avanti senza i numeri in parlamento, senza il gradimento dei cittadini, senza i voti degli elettori, senza alcuna legittimazione democratica”.

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