Giunta Raggi, un puzzle difficile da comporre

virginiaraggisliderMentre i 5 Stelle discutono di dove sedersi in Aula Giulio Cesare, “Virginia” fatica a chiudere il cerchio del governo cittadino.

ROMA – In attesa che “Virginia” riesca a risolvere il rebus della sua giunta (si è data tempo fino al 7 luglio), il Movimento 5 Stelle fa un po’ di ammuina ridisegnando la “geografia” degli scranni in aula Giulio Cesare. Per superare gli schieramenti ideologici, né a destra, né a sinistra, l’idea “geniale” uscita dal cilindro dei pentastellati sarebbe quella di far sedere i propri 29 consiglieri nei seggi sia di destra che di sinistra rispetto alla cattedra del sindaco. Insomma, una sorta di ‘occupazione simbolica’ dei due emisferi.

Un’altra idea a cui sta lavorando il direttorio è quella di accorpare tutti gli uffici dei gruppi capitolini e delle commissioni in un’unica sede in via del Tritone, a due passi dal Campidoglio. In questo modo si libererebbero spazi di proprietà comunale da restituire a cittadini e associazioni civiche. Si pensa anche alle sedute delle commissioni in streaming sul web, con tanto di possibilità per i romani di intervenire ‘work in progress’.

Mentre dunque il Movimento gioca a monopoli, la Sindaca Raggi è alle prese con la formazione del governo cittadino, che non è affatto detto che stia prendendo forma. Anzi qualche tessera che era stata scelta per il puzzle si è persa per strada. E’ il caso dell’ex dirigente Consob Marcello Minenna, indicato dalla Raggi come possibile assessore al bilancio, che si è dichiarato indisponibile.

Al suo posto da un paio di giorni ha preso a circolare il nome della magistrata Daniela Morgante, ex assessora al bilancio della prima giunta di Ignazio Marino, che potrebbe quindi tornare ad essere la “lady dei conti” del Campidoglio. Le quotazioni di Morgante, che lasciò la carica nell’aprile 2014 dopo scontri e tensioni con l’ex sindaco riguardo al piano per risanare i conti della capitale, sono in netta crescita tra i pentastellati. Ma il puzzle è complicatissimo. C’è anche il nodo del vicesindaco, la cui poltrona con ogni probabilità andrà ad un esterno. Alcune indiscrezioni avevano parlato di Daniele Frongia, rieletto nel Consiglio comunale, ma lui ha smentito, accennando soltanto alla possibilità di un suo coinvolgimento  tecnico, forse come capo di Gabinetto del Sindaco.

Mancano comunque ancora molti nomi per completare la squadra. Spunta la candidatura di Flavia Marzano, presidente dell’associazione Stati Generali dell’Innovazione e docente alla Link Campus, per l’assessorato a Roma Semplice, che dovrebbe lavorare per rendere la capitale una “smart city”. Nel suo curriculum parla di un’era “digitalizzata e informatizzata, nella quale i cittadini possano partecipare attivamente alle scelte politiche”. Altro giro, altri nomi. C’è quello di Antonio Blandini, docente di diritto commerciale a Napoli, che occuperebbe “a tempo” l’assessorato alle Partecipate, cioè fino al compimento degli obiettivi concordati. E c’è quello di Donatella Visconti, già presidente di Banca Intesa Lazio, a cui potrebbe andare l’importante delega al commercio. Poi Paola Muraro, che collabora con Ama, è stata indicata per Ambiente e Rifiuti.

E veniamo ai candidati assessori dati per sicuri, che sicuri non sono affatto. L’architetto Paolo Berdini era dato per certo all’Urbanistica e come tale aveva cominciato a fare dichiarazioni come se già sedesse in Campidoglio. Dopo aver bocciato le Olimpiadi 2024, aveva definito “uno scempio” lo stadio della Roma a Tor di Valle. Ma dal M5s si sono affrettati a correggere la gaffe del futuro assessore: “Nessuno scempio. Lo stadio della Roma può essere invece una grande opportunità di crescita per la città, a patto che rispetti i principi di legge di fronte ai quali il M5s non transige.

Berdini si è espresso analizzando il piano della progettistica ed ha dato un parere da tecnico – dicono dal M5S – il che va però affiancato alla considerazione del prestigio europeo e internazionale che un impianto sportivo per la Roma, ma anche per la Lazio, può conferire alla città”. Berdini, così clamorosamente smentito, si è affrettato a dire “di essere stato frainteso”. Un altro candidato sicuro, sul quale invece si sta riflettendo, è il campione di rugby Andrea Lo Cicero, che era stato designato per l’assessorato allo Sport, prima però della bufera scatenata dalle sue dichiarazioni omofobe e contro i rom. Resiste invece come assessore in pectore alla cultura Luca Bergamo, che ieri ha salutato gli amici di “Contaci”, laboratori civico vicino all’area di Giuseppe Civati.

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