Che succede quando cambiano gli interessi dei buoni postali?

buonifruttiferipiccola04954Il risparmiatore che ha sottoscritto Bfp può subire successivamente decurtazioni dei rendimenti.

ROMA – I buoni fruttiferi postali (BFP) rappresentano una forma di risparmio e offrono ai sottoscrittori la possibilità di disinvestire in qualsiasi momento con la totale garanzia del capitale investito, maggiorato degli interessi nel frattempo maturati. Sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti, garantiti dallo Stato italiano e sono sottoscrivibili e rimborsabili presso tutti gli uffici postali.

Il problema che l’on. Ginato (Pd) sottopone con un’interrogazione al ministro dell’Economia è questo: il risparmiatore che ha sottoscritto buoni fruttiferi postali a lunga scadenza deve essere informato sulle variazioni del tasso d’interesse del titolo in suo possesso? Se sì, come deve essere informato? E le nuove disposizioni sul livello dei tassi possono essere applicate retroattivamente ai titoli già emessi in precedenza?

La tesi di fondo dell’interrogante, suffragata da alcune sentenze di Tribunali o di giudici di pace, è che deve “essere tutelato il sottoscrittore che ha acquistato un buono postale fruttifero corredato di una tabella per la liquidazione dei tassi di interesse corrispondenti a quella prevista dalla normativa vigente, senza essere stato contrattualmente informato della possibilità di successiva variazione dei tassi, anche in senso peggiorativo, e che a seguito dell’intervento di una normativa di rango secondario, p.e. un decreto ministeriale, si veda decurtato di molto il rendimento del buono, in contrasto con le condizioni contrattuali sottoscritte al momento della emissione del buono stesso e senza ricevere alcuna comunicazione”.

In particolare il Tribunale di Napoli è arrivato a considerare illegittimo il Dpr del ’73 che consentiva l’estensione dell’intervenuta variazione del saggio di interesse anche alla serie di buoni postali fruttiferi emessi in precedenza, “senza che tale variazione fosse comunicata al domicilio del titolare dei buoni per consentirgli il tempestivo esercizio di diritto di recesso”.

In risposta ad una precedente, analoga interrogazione, il Sottosegretario all’Economia Zanetti, ha sottolineato che la possibilità degli interessati “di essere portati tempestivamente e capillarmente a conoscenza della generalità dei risparmiatori” sarebbe stata “soddisfatta attraverso il regime di pubblicità legale degli atti normativi (pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale)”.

Alla luce della discussione in corso sulla trasparenza nel rapporto tra chi propone investimenti e i risparmiatori – come per esempio nel caso di obbligazioni subordinate emesse da istituti di credito senza informare adeguatamente i sottoscrittori sui rischi sottostanti – anche nel caso dei buoni fruttiferi postali occorre trovare un equo sistema di informazione al risparmiatore tra i due estremi, la G.U. da un lato e il domicilio del singolo risparmiatore dall’altro.

Per questo l’on. Ginato chiede al ministro Padoan quali iniziative intende assumere “per ripristinare la certezza giuridica del calcolo degli interessi dei buoni fruttiferi postali, secondo le legittime aspettative dei sottoscrittori, così evitando il proliferare di contenziosi in sede giurisdizionale con inevitabili costi aggiuntivi e dilatazione dei pagamenti”.

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