Sport, via libera del Senato al Ddl Coni

senatoarchiviopiccola_3Limite di 3 mandati per presidente. 143 sì, 25 no e 12 astenuti. Provvedimento presentato dalla Idem.

 

ROMA – L’Italia è un caso abbastanza atipico nel mondo in quanto a politica sportiva e il Coni è una sorta di Ministero dello sport parallelo. In molti paesi ci sono due organi, il Ministero dello sport, che indirizza, e il Comitato olimpico nazionale, che governa la parte tecnica e si rifà al Ministero per fondi e decisioni politiche.

 

Analizzando i risultati sportivi d’eccellenza nella storia delle Olimpiadi, Mondiali, Europei, Coppe del Mondo e tornei internazionali delle diverse discipline sportive si può affermare, senza paura, di essere smentiti sul fatto che il modello italiano sia vincente.

Dal forte legame con la politica emerge un vizio legislativo tipico della nostra cultura. Una volta diventato presidente di una federazione o del Coni… ci si può rimanere a vita, così come accade per Camera e Senato. Un problema non di poco conto, perché chi rimane in carica per 10, 20 e anche 30 anni, rischia di diventare una sorta di padrone dell’Organo che governa. All’inizio del nuovo millennio la ministra Giovanna Melandri sfornò una riforma che nelle intenzioni voleva mettere la parola fine a questo sistema.

La nuova regola era due soli mandati, ma lasciava aperto un portone per rimanere attaccati alla poltrona. In sostanza dopo due mandati il presidente in carica aveva facoltà di provarci nuovamente: gli sarebbe bastato essere candidato unico o, in caso di concorrenti, superare la soglia del 55% per vincere. Insomma, una riforma zoppa. A quindici anni di distanza dalla riforma Melandri, le cose stanno per cambiare radicalmente.

Il limite dei mandati è quasi realtà, perché il Senato ha dato il via libera al Ddl sul limite dei mandati delle cariche elettive di Coni e Federazioni sportive. Con 143 voti favorevoli, 25 contrari e 12 astenuti, il Senato ha approvato il provvedimento presentato dalla senatrice Josefa Idem, l’olimpionica di canoa che ha il record di partecipaazioni olimpiche, 8 (2 con la Germania dell’Est e 6 con l’Italia).

Il provvedimento, che ora è passato all’esame della Camera, prevede il limite massimo di tre mandati per i presidenti federali e per quello del Coni. Ovviamente non sarà applicato ai dirigenti in carica alla data di entrata in vigore della legge, quindi per chi già è al timone di una federazione da 15-20 anni ci sarà la possibilità di restarci per altri 12. Comunque, nel caso in cui andasse definitivamente in porto, questa riforma sarebbe un grande passo in avanti… che la politica italiana invece non vuole proprio fare.

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