A Ponte Milvio in scena l’amarcord di Italia-Brasile ’82

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Scavalcata l’amarezza dell’uscita della Nazionale italiana dagli Euro2016, si torna a parlare del football che fu.

ROMA – Scavalcata l’amarezza dell’uscita di scena della Nazionale di calcio da Euro2016, si torna a parlare del football che fu con il reading “Italia-Brasile ’82 e le altre”, opera teatrale in scena a Roma mercoledi 6 luglio, ore 19 e 30, a “Libri&bar Pallotta”, piazzale di Ponte Milvio. In scena i “Maritozzi”, al secolo Antonello Ricci, Alessandro Tozzi e Massimiliano Morelli, autori e interpreti di una piece che s’incastona in maniera strategica nel cuore della rassegna “Libri a mollo”, vero e proprio centro di gravità permanente della cultura, dove ogni sera si alternano scrittori e poeti, librai e giornalisti, traduttori, editori e attori, sceneggiatori e musicisti, tutti elegantemente coordinati da Carmelo Calì, che definire semplice libraio pare davvero eresia.

“Italia-Brasile ’82 e le altre” non è la fredda cronaca di una partita storica quanto indimenticabile disputata dagli Azzurri allenati all’epoca da Enzo Bearzot, ma è la descrizione di un’epoca smarrita nella notte dei tempi, incorniciata da una correttezza di comportamenti oggi impensabile e da un presidente della Repubblica schietto come Sandro Pertini; dalle vignette di Forattini e dalle istantanee di un’Italia troppo distante da quella odierna, certamente più amabile e più amata, ma soprattutto più vivibile e meno nevrotica.

Il racconto proposto dai “Maritozzi” è certamente diverso rispetto allo stereotipato linguaggio che oggi accompagna il calcio, non è né urlato né s’accosta allo stucchevole qunto indecifrabile “ma che gol ha fatto?”; ma, anzi, fa tornare alla mente lo stile di Nando Martellini, raffinato cronista d’altri tempi. Il reading viene proposto a distanza di 34 anni e un giorno dalla partita vinta con i sudamericani; e a quattro anni dal debutto teatrale dei “Maritozzi”, che nel 2012 s’affacciarono per la prima volta sul palco di “Caffeina”, a Viterbo, applauditi fra gli altri da uno degli “eroi” di quel mundial, Paolo Rossi.

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