Corruzione, 24 arresti: indagato il parlamentare Marotta

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68 anni, di Area Popolare, avvocato originario di Torchiara (Salerno), è accusato di traffico di influenze illecite.

ROMA – Ventiquattro ordinanze di custodia cautelare (12 in carcere e 12 arresti domiciliari), cinque misure interdittive (obbligo di dimora e divieto di attività professionale) e sequestrato più di 1,2 milioni di euro tra immobili, conti correnti e quote societarie a carico di altrettanti indagati, gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, corruzione e riciclaggio, truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita. Sono i numeri dell’operazione ‘Labirinto‘, che sta impegnando centinaia di militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma, dalle prime ore di oggi.

Nei confronti degli oltre 50 tra arrestati e indagati, organici al sodalizio criminale, sono ancora in corso le perquisizioni finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi utili per proseguire le indagini. Oltre cento gli obiettivi dei finanzieri al lavoro, oltre che a Roma, anche nel resto del Lazio, in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Campania. Nell’indagine sono stati arrestati anche due dipendenti infedeli dell’Agenzia delle entrate. Nei guai anche un consulente tributario romano e indagato un parlamentare in carica, Antonio Marotta, di professione avvocato, legato a Raffaele Pizza che è la figura centrale dell’inchiesta.

Marotta, 68 anni, avvocato originario di Torchiara (Salerno), è accusato di traffico di influenze illecite. Anche per lui la Procura aveva chiesto l’arresto, ma il gip ha negato la custodia cautelare non riconoscendo valida l’impostazione dell’accusa. Gia’ deputato nella passata legislatura con l’Udc, e’ stato eletto nel 2013 nelle liste di Forza Italia-Pdl, da dove poi nel giugno 2015 e’ passato a Area Popolare. E’ stato anche consigliere laico del Consiglio superiore della magistratura.

Le ordinanze, emesse dal Gip del Tribunale di Roma, si inquadrano nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura di Roma. Le investigazioni degli specialisti del Nucleo valutario traggono origine dall’approfondimento di svariate segnalazioni per operazioni sospette nei confronti di un consulente tributario romano e di un labirinto di società a lui riferibili che movimentavano grandi somme di denaro tra i conti correnti personali ed aziendali.

Le indagini valutarie prima e penali poi hanno permesso di ricostruire l’operatività di una ramificata struttura imprenditoriale illecita che negli anni oggetto d’indagine hanno movimentato oltre 10 milioni di euro giustificati da fatture false a scopo di evasione e per costituire riserve occulte da destinare a finalità illecite, attraverso una galassia di società “cartiere” (costituite e gestite con il concorso di numerosi indagati).

Per “ammorbidire” eventuali controlli fiscali e agevolare le pratiche di rimborso delle imposte, il consulente si avvaleva anche di due dipendenti infedeli dell’Agenzia delle Entrate di Roma, arrestati nel corso delle operazioni odierne, smascherati in collaborazione con gli organi ispettivi interni dell’Agenzia delle Entrate. Figura centrale dello scoperto sistema affaristico-criminale è un faccendiere romano Raffaele Pizza, originario della Calabria, attivo nel settore delle pubbliche relazioni che, forte di “entrature” politiche e grazie a salde, antiche relazioni con personalità di vertice di enti e società pubbliche, costituiva lo snodo tra il mondo imprenditoriale e quello degli enti pubblici, svolgendo un’incessante e prezzolata opera di “intermediazione” nell’interesse personale e di imprenditori senza scrupoli interessati ad aggiudicarsi gare pubbliche.

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