A Chiesa cattolica 1 mld da otto per mille, a Stato 187 mln

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Oltre la metà degli italiani (54,14%) non sceglie la destinazione dell’8X1000 sulla dichiarazione dei redditi.

ROMA – Come sempre la Chiesa cattolica fa la parte del leone sul gettito dell’otto per mille e incassa oltre 1 miliardo di euro (ossia piu’ dell’80% delle risorse) da piu’ di 15 milioni di contribuenti (il 36,77%). Segue a debita distanza lo Stato che viene scelto solo da meno di 2,8 milioni di persone e vede entrare nelle sue casse solo 187 milioni di euro (il 14,88%).

In terza posizione la Chiesa Evangelica Valdese (Unione delle Chiese metodiste e Valdesi) che raccoglie circa 38 milioni di euro (il 2,97%). Poi si passa allo “zero virgola” delle altre confessioni religiose: all’Unione comunita’ ebraiche vanno 4.752.189 euro (0,38%); alla Chiesa Evangelica Luterana in Italia vanno poco piu’ di tre milioni (lo 0,25%); all’Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno vanno due milioni (lo 0,16%); alle Assemblee di Dio in Italia poco meno di 1,3 milioni di euro (lo 0,11%). Tra le new entry non e’ andata male all’Arcidiocesi ortodossa che incassera’ un milione e mezzo di euro (lo 0,12%); all’Unione Cristiana Evangelica Battista vanno 1.125.518 di euro (lo 0,09%) e alla Chiesa Apostolica 287mila euro ( lo 0,02%).

Ad ogni modo, oltre la meta’ degli italiani (il 54,14%) continua a non scegliere la destinazione dell’otto per mille quando e’ l’ora di fare la dichiarazioni dei redditi. E’ quanto si legge nei dati diffusi dal Mef riguardo ai redditi 2012 ripartiti nel 2016. Una mancata scelta che alla fine avvantaggia la classifica dei beneficiari visto che le risorse dell’inoptato per legge vengono ripartite tra questi, in proporzione alle scelte che sono state espresse dagli altri contribuenti.

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