Barelli vince un nuovo round contro Malagò

malagobarellipiccola4534Il Tar rinvia a dopo le Olimpiadi l’esame della delibera sulla decadenza del vertice della Federazione nuoto.

ROMA – La telenovela sportiva più lunga della stagione si arricchisce ogni giorno di nuovi, sorprendenti sviluppi. E’ di ieri la notizia che il Tar del Lazio ha sospeso la delibera della Giunta Coni che aveva decretato la decadenza di Barelli dal vertice della Federazione nuoto. L’appuntamento per la decisione di merito slitta a fine agosto.

La sentenza di ieri ha comunque fatto scalpore e segna un altro punto a favore di Barelli nello score più appassionante dello sport italiano. Conviene tuttavia fare un passo indietro per capire fino in fondo chi sono i protagonisti della vicenda e perché si è arrivati a questo punto. Romacapitale.net ne ha scritto a più riprese, seguendo passo dopo passo tutti gli atti. Conviene tuttavia riepilogarli in estrema sintesi.

Due settimane fa la querelle tra i due sembrava quasi chiusa in “favore” di Malagò, perché la Giunta del Coni aveva dato via libera alla decadenza di Barelli e del consiglio nazionale della Federnuoto a causa di un ricorso al Tar contro una sentenza del massimo organismo di giustizia sportiva che ribaltava una sentenza del tribunale federale sulla squalifica di Malagò da tesserato Fin.

Ieri invece il colpo a sorpresa: la giudice del Tar Germana Panzironi ha sospeso quella delibera con la seguente motivazione: “Considerato che sussistono le ragioni di estrema gravità ed urgenza – recita una nota sintetica – il Tar del Lazio ha sospeso la delibera della Giunta Coni n. 278/2016, atteso che la decadenza degli organi apicali della Federazione Italiana Nuoto, in vista dell’imminente inizio delle Olimpiadi, può comportare pregiudizio irreparabile all’intera compagine azzurra della Fin”. Contestualmente il Tar ha disposto la Camera di Consiglio per il 30 agosto per esprimersi nel merito del ricorso.

Dunque la giustizia ordinaria ha vinto su quella sportiva e Barelli su Malagò? E’ prematuro dirlo. Certo è che la guerra fratricida all’interno del Coni è già durata troppo a lungo e sembra giunta l’ora dell’armistizio, se non della pace. Lo sport italiano si augura quindi che le Olimpiadi portino consiglio e che per la fine dell’estate si lascino da parte gli avvocati e tutto torni alla normalità.

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