Enav, esposto dei sindacati in Procura

2Thumb_289_244Sindacati autonomi si rivolgono al Tribunale per appurare “eventuali fattispecie penalmente rilevanti”.

ROMA – Prima ancora di sbarcare in Borsa, la privatizzazione di Enav inciampa su un esposto alla Procura di Roma. Succede infatti che in piena offerta pubblica di vendita due sindacati, la Federazione Autonomia Trasporto Aereo (Fata Cisal) e la Confederazione italiana lavoratori autonomi attività di volo (Cila-Av), abbiano presentato un esposto al Tribunale di Roma per appurare l’eventuale esistenza di “fattispecie penalmente rilevanti in ordine alla scellerata volontà di collocare in Borsa” Enav.
Il sindacato contesta innanzitutto le modalità con cui è stata decisa la privatizzazione del controllore pubblico del traffico aereo civile: “Ci troviamo di fronte ad una vendita con Ipo fino al 49% del capitale sociale (…) solo sulla base di un atto regolamentare contenuto nel Dpcm del 16 maggio 2014 (…)”. L’operazione non avviene dunque a seguito di un atto parlamentare avente forza di legge, come sarebbe dovuto avvenire per vendere ‘legittimamente’ una parte o la totalità di Enav, ipotizzando la “nullità dell’intero procedimento di Ipo”.

In secondo luogo, Fata Cisal e Cila-Av chiedono alla procura di verificare se la riduzione del capitale decisa il 13 aprile 2015 per 180 milioni, la successiva emissione di un bond di pari importo e, infine, la conversione a riserve disponibili di 400 milioni non si configurino come un depauperamento del “patrimonio della società  (..) pur in assenza di perdite, anzi consuntivati dividendi negli ultimi tre esercizi”. Inoltre, secondo il sindacato, è evidente sin d’ora che per tener fede alle promesse fatte agli investitori sui dividendi futuri, Enav “dovrà necessariamente” attingere a “risorse interne, con ogni conseguente rilevanza pubblica, per la stabilità finanziaria della società e molto probabilmente per i livelli occupazionali dell’intero gruppo”.

La denuncia si sofferma poi sul capitolo Enav North Atlantic, società in cui nel 2014 l’allora ad Massimo Garbini decise di investire per “mettere in piedi un sistema di sorveglianza del traffico aereo per monitorare zone attualmente prive di copertura radar”. Un progetto che tuttavia, secondo l’esposto, “risulta quanto meno di difficile coordinamento per il fatto che esso richiede di fare controllo del traffico aereo su spazi aerei attualmente non di competenza/sovranità italiana”.

Infine il sindacato chiude l’esposto denunciando un potenziale conflitto d’interesse per il numero uno dell’Enav, Roberta Neri, che è anche amministratore di Sorgenia, azienda con cui il gestore del traffico aereo “sembra abbia stipulato un importante contratto”. Sulla questione Romacapitale.net ha chiesto riscontri ad entrambe le parti in causa. La società pubblica non ha proprio risposto ai nostri solleciti, mentre Sorgenia ci ha fatto sapere che “quello che possiamo confermare è il ruolo di amministratore in Sorgenia di Roberta Neri. Riteniamo che il resto sia di competenza di Enav”.

In verità se ci fosse “un importante contratto” tra Enav e Sorgenia a stipularlo dovrebbero essere stati quanto meno in due. Lo scarico di competenze non ci sembra il mezzo più elegante e trasparente per chiarire come stanno le cose. Lo farà sicuramente la Procura di Roma.

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