La decadenza dello sport romano: anche il basket scompare?

virtusromapiccolaLa Virtus Roma esclusa dalla Serie A2 perché ha ritardato nel presentare la domanda d’iscrizione.

ROMA – All’inizio del nuovo millennio Roma era diventata la vera capitale dello sport italiano. Scudetti nel calcio, prima Lazio poi Roma, nel rugby con la RDS Roma e nel volley con la Piaggio Roma. Nel frattempo era “risorta” la squadra di basket, presa dall’ingegnere Claudio Toti del Gruppo Lamaro, e dopo qualche anno un altro ingegnere-imprenditore, Massimo Mezzaroma, aveva fatto tornare a Roma la pallavolo di vertice maschile. Anni d’oro, con scudetti e coppe vinte in quasi ogni disciplina di squadra, stadi e palazzetti dello sport pieni che hanno dato il là ad una stagione di grandi eventi internazionali ospitati nella capitale.

Una tendenza che è durata poco più di dieci anni: poi il vuoto. Sempre di più. Le squadre di calcio, Lazio in primis, arrancano. La pallavolo è scomparsa definitivamente quattro anni fa. Il rugby già da dieci anni. Il basket, invece, con la Virtus Roma, fino a due stagioni fa era l’unico che portava in alto il nome di Roma. Semifinali e finale scudetto, partecipazione alle Coppe Europee e nei primi anni PalaLottomatica sempre ben frequentato dai tifosi. Poi lo scorso anno la decisione di auto-retrocedere la squadra in A2, giustificato più volte dalla società per mancanza di attenzioni da parte dell’Amministrazione comunale.

Ora però c’è il serio rischio che anche il grande basket non ci sarà più a Roma. E si tratterebbe di una perdita grave, perché la Virtus Roma esiste dal 1960. Il motivo? Eccolo. Il 7 luglio scorso scadevano i termini per regolarizzare l’iscrizione alla Serie A2, versando le quote previste (circa 150.000 euro) alla Federbasket. La Virtus lo ha fatto l’8 luglio, ventiquattro ore dopo, e in questi casi il regolamento federale prevede la non ammissione della squadra al campionato. Sabato il Consiglio Federale della Fip ha ratificato l’esclusione e la società ha fatto ricorso.

Ma su quali basi la Federbasket potrebbe accogliere un ricorso del genere? La data di scadenza di iscrizione era nota da mesi, anche se la Fip aveva inizialmente sbagliato la data, indicandola nel 9 luglio, per poi correggerla in seguito. E su questo errore si basa il ricorso della Virtus. “È stata presa una decisione senza tener conto del reale andamento dei fatti – recita una nota della società capitolina firmata dal presidente Toti – per nascondere un errore fatto dalla Federazione e con la decisione odierna anche da tutto il Consiglio Federale.

La correzione postuma avvenuta l’11/7/2016 del comunicato Ufficiale n.262 del 29 aprile 2016, attraverso il quale la FIP ha pubblicato le indicazioni operative per le società affiliate, dimostra che la Federazione ha voluto coprire un proprio errore. Ritengo molto grave quanto deliberato dal Consiglio Federale e per questo daremo battaglia in tutti i gradi di giudizio, affinché venga riconosciuta la verità dei fatti e la Pallacanestro Virtus venga ammessa a disputare il campionato al quale si è regolarmente iscritta”.

Dal canto suo la Federbasket ha comunicato ufficialmente che: “Si specifica che la FIP ha inviato in data 24 giugno 2016 una comunicazione ad ogni singola società, compresa la Virtus Roma, per informare dei termini perentori del 7.07.2016 quale scadenza per il pagamento della prima rata valida per l’iscrizione ai campionati a.s. 2016/2017. Successivamente anche la Lega Nazionale Pallacanestro ha inviato nella giornata del 7 luglio una comunicazione a tutte le società iscritte, compresa la Virtus Roma, per ricordare la scadenza in pari data per il pagamento della prima rata. Ad eccezione della Virtus Roma, tutte le società partecipanti ai Campionati Nazionali maschili e femminili (circa 150) hanno provveduto al pagamento della prima rata entro il termine previsto del 7 luglio, ad esclusione di quelle che hanno volontariamente rinunciato alla partecipazione. In data 11 luglio 2016 la Federazione, ravvisato un refuso in una delle date riguardanti i termini di pagamento ha provveduto ad aggiornare la relativa documentazione pubblicandola nuovamente nel sito”.

Dunque la Federazione parla di un errore corretto in seguito, ma sottolinea anche come il 7 luglio la Lega abbia ricordato la scadenza corretta per iscritto a tutte le società. E 149 società hanno regolarizzato l’iscrizione entro quella data, mentre la Virtus no. Una semplice svista? Fatto sta che, ad oggi, la Virtus ha la sola possibilità di partecipare ai campionati giovanili.

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