Matteo Renzi e gli affari di famiglia

matteorenzipreoccupatoslider454Il cognato del premier, Conticini, è accusato di riciclaggio dei soldi dell’Unicef destinati ai bambini africani.

ROMA – L’inchiesta della Procura di Firenze sarebbe rimasta relegata nelle pagine locali della Nazione se dagli atti non fosse spuntato il nome del cognato di Matteo Renzi e la ragione sociale di un’azienda della famiglia del premier.

Per ora si tratta di un decreto di perquisizione disposto dai pm fiorentini, Luca Turco e Giuseppina Mione, motivato dal sospetto che Alessandro Conticini (40 anni ex dirigente dell’Unicef poi socio e direttore della londinese Play Therapy Africa Ltd), insieme con il fratello Luca, si sia appropriato indebitamente “dal 2011 e fino al gennaio 2015 in Castenaso (Bologna) di somme di denaro corrisposte da Operation Usa e Unicef destinate a Play Therapy Africa Limited (Pta Ltd) e da questa stornate, in assenza di idonea causale, in favore di Conticini Alessandro”.

Mentre il terzo fratello, Andrea, marito della sorella di Renzi, Matilde, è accusato di riciclaggio di capitali “commesso in Firenze nel corso del 2011 in relazione a somme di denaro provento del reato sopra indicato impiegate per l’acquisto di partecipazioni societarie in nome e per conto di Alessandro Conticini”. Tra le società partecipate da Andrea Conticini c’è quella dei Renzi, Eventi 6, che allora si chiamava ancora Chil Promozioni Srl.

Il 21 febbraio 2011 davanti al notaio Claudio Barnini di Firenze ci sono le due sorelle e la mamma del premier più il cognato Andrea Conticini. Benedetta e Matilde Renzi con Laura Bovoli sono già azioniste mentre Andrea, in nome e per conto del fratello Alessandro, partecipa all’aumento di capitale da 10 mila a 12 mila e 500 euro, con sovraprezzo di 47 mila e 500. In pratica Alessandro Conticini prende una quota del 20 per cento (che poi cederà nel 2013) e mette 50 mila euro nel capitale della Eventi 6.

Undici giorni prima, il 10 febbraio del 2011, Andrea Conticini (sempre in nome e per conto di Alessandro) compra anche le quote di altre due società del giro renziano: il 20 per cento di Dot Media da Patrizio Donnini (uomo comunicazione di Matteo Renzi e di altri esponenti Pd) per 2 mila euro e il 30 per cento della Quality Press (in liquidazione dal 2013) dalla moglie di Donnini, Lilian Mammoliti, per 30 mila euro.

Matteo Renzi è stato socio e collaboratore di Chil Srl fino al 2003 e poi dirigente in aspettativa di Eventi 6 fino al 2014. La società che i magistrati considerano destinataria dei 50 mila euro dei Conticini non è una srl qualsiasi. Renzi, come raccontato dal FattoQuotidiano, è stato assunto poco prima di essere candidato nel 2003 alla Provincia e per questo i suoi contributi pensionistici sono stati versati dalla Provincia e poi dal Comune di Firenze, con relativo pagamento del Tfr a fine mandato.

I Conticini giurano che i soldi sono stati usati dalla Play Therapy per le cure dei bambini africani e l’avvocato Federico Bagattini ha fatto ricorso al Tribunale del riesame. La difesa dei Conticini è che la Play Therapy Africa Ltd era una società privata dei due coniugi. In realtà fino al 7 marzo 2013, pochi mesi prima della sua chiusura, apparteneva solo per due terzi ai coniugi Conticini ma per il terzo restante era della Play Therapy International, che ha sciolto l’affiliazione con la Pta Ltd nella stessa data.

Renzi, che già era in imbarazzo per i debiti della Chil srl a Firenze e l’accusa di bancarotta per suo padre a Genova, ora va pure sui giornali per il cognato accusato di riciclaggio a Firenze. E’ proprio vero che non si può mai stare tranquilli!

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