L’Information Technology torna a casa in Tim

information-technology-header-new1Accordo Uilcom con vertici Tim. Loperazione prevede la fusione di TIIT in TIM SpA e si completerà entro il 2016.

ROMA – La Uilcom, la Federazione dei lavoratori della comunicazione, ha sottoscritto con i vertici di Tim un importante “Accordo di programma” unitario che prevede il rientro in Tim SpA dei circa 3.500 lavoratori dell’Informatica facenti capo alla controllata Telecom Italia Information Technology srl (TIIT) principalmente operanti a Roma, Napoli, Bari, Milano, Trento.

L’operazione, la cui valutazione è rimessa al Consiglio di Amministrazione di Tim previsto il 26 luglio, prevede la fusione per incorporazione di TIIT in TIM SpA e si completerà entro il 2016.

Data la strategità della funzione IT per la trasformazione perseguita dall’azienda verso la Digital Telco, l’obiettivo dell’operazione è una ancora maggiore integrazione di questa dentro TIM e la valorizzazione delle risorse umane operanti nell’informatica, annoverabile oggi tra  le più grandi realtà dimensionali del Paese, attraverso percorsi di internalizzazione di attività e di riqualificazione professionale.

Ai lavoratori di Tiit verrà applicato nei prossimi mesi un contratto di solidarietà di due anni per la gestione di 300 esuberi (con ricaduta percentuale equivalente  a quella già in essere in TIM) che verrà proseguito dopo la fusione fino alla scadenza di quest’ultimo.

La Uilcom esprime un giudizio decisamente positivo rispetto ai contenuti di questa operazione, l’unica possibile a nostro giudizio con una reale valenza industriale e strategica, già negli anni passati sostenuta decisamente dal nostro Sindacato ma sempre rifiutata dall’azienda ed auspica vivamente che il CdA possa approvare celermente la fusione.

La decisione presa dall’attuale management, dopo mesi di incertezze e di voci circa una vendita di TIIT insistentemente susseguitesi con la gestione precedente, è coerente con i principi più volte da questo dichiarati di internalizzazione delle attività e di semplificazione dei processi operativi e va a parere del sindacato nella giusta direzione perché blinda i perimetri occupazionali come sempre richiesto in tutti gli accordi.

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