Smantellata a Frosinone banda trafficanti di droga: 36 arresti

poliziaarchiviopiccola56Operazione della Polizia di Stato e dei Carabinieri. 29 persone in carcere e 7 ai domiciliari.

ROMA – Smantellata a Frosinene e provincia una banda di trafficanti di droga egemone nella zona. Gli agenti della polizia di Stato assieme ai Carabinieri hanno eseguito 36 ordinanze di custodia cautelare, di cui 29 in carcere e 7 ai domiciliari.

Impiegati anche gli elicotteri delle due forze di polizia e le unità specializzate dei cinofili in ricerca armi, esplosivi e droga.

L’indagine ha preso avvio nel luglio 2012, dopo l’arresto in flagranza di un’insospettabile signora 65enne di Frosinone, trovata in possesso di oltre 350 gr di cocaina, che era stata ingaggiata dalla banda come custode della droga, destinata a una delle tante basi di spaccio.

L’organizzazione possedeva consolidati canali di approvvigionamento e depositi di droga, laboratori per il confezionamento delle dosi, armi con munizioni pronte all’uso e, soprattutto, la costituzione di ben sette reti di spaccio, ognuna delle quali rispondeva a “esigenze di mercato” diverse, in modo da poter soddisfare il maggior numero di consumatori e massimizzare i guadagni, che raggiungevano cifre dell’ordine di decine di migliaia di euro al giorno.

La prima base di spaccio è stata individuata a Frosinone, all’interno di una palazzina strutturata secondo il modello “Scampia”, un vero e proprio supermercato della droga, aperto 24h al giorno, dove chiunque poteva acquistare liberamente cocaina, hashish e marijuana; gli acquirenti non dovevano telefonare o accreditarsi prima dell’acquisto, perché l’ingresso era libero. Il punto vendita era protetto da “vedette”, che coprivano i vari turni del giorno ed erano dislocate in punti strategici per dare l’allarme in caso di arrivo delle forze dell’ordine; l’addetto alle vendite si trovava dietro una porta blindata, pronto alla fuga rapida, con tutta la “cassa” in caso di allarme.

Nel novembre del 2013 poliziotti e carabinieri avevano gia’ fatto irruzione nella palazzina sorprendendo le vedette a cui furono sequestrati dei telecomandi che azionavano il dispositivo d’allarme luminoso, posto all’interno dell’appartamento, dove si trovava l’addetto alle vendite; nell’occasione furono sequestrati numerosi dosi di sostanza stupefacente di vario tipo e l’incasso giornaliero.

L’organizzazione non ha comunque desistito e ha costituito altre 3 basi di spaccio al dettaglio, altrettanto remunerative, posizionate nelle vie centrali di Frosinone. Anche questi nuovi punti vendita sono stati oggetto di interventi degli investigatori, che hanno recuperato numerosi dosi cedute agli assuntori e arrestati in flagranza gli addetti alle vendite. Una quinta rete di distribuzione era affidata a due associati che, con la loro macchina, raggiungevano i comuni limitrofi a Frosinone (Veroli, Boville Ernica, Monte San Giovanni Campano, Ripi) e si posizionavano in punti prestabiliti dove gli assuntori sapevano di poterli trovare in determinati orari del giorno.

La sesta rete di distribuzione, la piu’ capillare ed insidiosa, era incentrata su appartenenti a famiglie di etnia rom, residenti a Frosinone, riforniti giornalmente da una coppia, anch’essa di origine rom. I punti vendita, in questo contesto, erano le abitazioni delle famiglie (8 in tutto) degli associati. L’ultimo canale di distribuzione era destinato a diversi spacciatori della Provincia che, seppur non organici all’associazione, acquistavano stabilmente dal sodalizio lo stupefacente necessario ai loro traffici.

L’organizzazione criminale era governata con pugno di ferro e la sua egemonia sul mercato della droga era affermata con l’uso delle armi, tanto che, nell’estate del 2012, alcuni membri di etnia rom, nel tentativo di svincolarsi per mettersi in proprio, furono subito richiamati all’ordine, con violenti pestaggi e intimidazioni a colpi di pistola. I poliziotti e i carabinieri hanno individuato durante le indagini due canali di rifornimento: uno legato alla criminalita’ albanese del posto, gestito da due soggetti radicati in zona, che facevano arrivare grosse partite di stupefacente; l’altro, napoletano, legato a due partenopei.

Le indagini, nel periodo tra luglio 2012 al febbraio 2015, hanno portato complessivamente ai seguenti risultati investigativi: 58 arresti, sequestro di 5 kg di cocaina e 115 kg tra hashish e marijuana; 2 pistole e 135 proiettili; denaro, beni mobili e immobili per 640mila euro. Lo stupefacente immesso sul mercato al dettaglio avrebbe permesso un ricavo di circa 2,5 milioni di euro.

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