Credito di imposta per le imprese che investono in R&S

ricercapiccola3 L’agevolazione potrà essere applicata solo ai contratti relativi a personale altamente qualificato.  

 

ROMA – Ogni tanto anche dall’Agenzia delle Entrate arrivano buone notizie. Questa volta si tratta del credito d’imposta per gli investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo. In particolare il fisco ha stabilito che l’agevolazione può essere applicata anche ai contratti di somministrazione di lavoro relativi a personale altamente qualificato, che in questo modo viene equiparato al personale dipendente.

L’Agenzia precisa che si tratta di un credito d’imposta pari al 25 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. La misura dell’agevolazione è del 50 per cento per le spese relative al personale altamente qualificato e per quelle relative a contratti di ricerca c.d. “extra muros” (contratti con Università, enti di ricerca e altre imprese, comprese le start-up innovative).

La disciplina del contratto di somministrazione, contenuta nel Dlgs n. 81/2015, prevede che per tutta la durata del rapporto contrattuale i lavoratori svolgano la loro attività alle dipendenze dell’agenzia di somministrazione, ma nell’interesse e sotto la direzione ed il controllo dell’impresa utilizzatrice. Le Entrate specificano che, da un punto di vista sostanziale, il “rapporto di lavoro” instaurato tra l’utilizzatore e il lavoratore ha caratteristiche analoghe a quello che si instaura tra datore di lavoro e lavoratore.

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