Nucleare, fumata bianca in Sogin. Desiata ad e Ricotti presidente

lucadesiatasoginsliderIl nuovo Consiglio della società è completato da Patrizia Feletig, Fabiana Massa e Alessandro Portinaro.

ROMA – L’Assemblea dei soci di Sogin Spa ha provveduto al rinnovo del Consiglio di Amministrazione per il triennio 2016-2018, nominando Presidente Marco Enrico Ricotti e designando Amministratore Delegato Luca Desiata. Il nuovo Consiglio è completato da Patrizia Feletig, Fabiana Massa e Alessandro Portinaro.

Da un po’ erano sul tavolo di Luca Lotti i curriculum del nuovo amministratore delegato, che prenderà il timone della Sogin al posto del già silurato Riccardo Casale, nominato nell’estate del 2013 da Enrico Letta che lo pescò, su indicazione dei bersaniani allora al comando, dalla torinese Iren, municipalizzata elettrica cittadina. 

Casale, imputato di non aver saputo rilanciare la Sogin, il cui compito precipuo è di spendere gli oltre 300 milioni che vengono prelevati dalle bollette per completare attraverso gare pubbliche lo smantellamento delle centrali e mettere in sicurezza gli ultimi residui di materia contaminato. Anche l’avvio del parco tecnologico e deposito dei rifiuti nucleari è rimasto al palo, creando malumori soprattutto nel settore industriale della componentistica e della tecnologia sofisticata che si attendeva dalle commesse Sogin una boccata d’ossigeno.

All’inizio dell’anno, l’amministratore delegato di Sogin, Riccardo Casale, era già intenzionato a restare alla guida della società che si occupa dello smantellamento delle centrali nucleari italiane. Resistendo persino all’opera di moral suasion del governo di Matteo Renzi racchiusa in una lettera inviata il 12 gennaio dal ministro dell’Economia (azionista unico di Sogin) Pier Carlo Padoan, che prende atto della disponibilità manifestata a ottobre da Casale di rimettere il suo mandato.

Invece, ecco il colpo di scena, Casale non si dimetterà, forte dei risultati raggiunti che saranno presentati con l’approvazione del bilancio ad aprile che coincide con la conclusione naturale del suo mandato. È fermo nell’intenzione di non cedere alle pressioni che produrrebbero un effetto paradossale: lui a casa e invece ancora in sella il presidente della Sogin, Giuseppe Zollino, di cui Casale aveva denunciato “i comportamenti privi del minimo senso istituzionale”.

Fino a ieri, la decisione del governo era quella di nominare Raffaella Di Sipio, che per oltre dieci anni ha lavorato per i colossi dell’energia europei, prima in Endesa Italia e poi in Eon Italia, con responsabilità nelle aree del business dello sviluppo delle rinnovabili, della regolazione e del permitting.

La Di Sipio aveva il vantaggio di poter essere la prima donna amministratore delegato di Sogin, elemento che a Palazzo Chigi piace, e nel campo nucleare ha avuto esperienze varie, come membro della commissione internazionale per lo sviluppo della strategia nucleare e come membro del direttivo dell’Associazione Nucleare Italiano. L’altro candidato, che tutti davano in seconda posizione, era invece proprio Desiata, country manager in Belgio e Francia che, dopo un’esperienza in Bain e nell’area tecnica del monopolista nazionale dell’energia, è ora il nuovo amministratore delegato di Sogin Spa.

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