Anche le Poste giocano alla finanza creativa

posteitalianepiccola3Interrogazione parlamentare di Nicola Bianchi, deputato del Movimento 5 Stelle, su un’emissione di Poste Vita.

ROMA – Il vecchio impiegato postale che spediva pacchi e smistava corrispondenza ha fatto in fretta a trasformarsi anche lui in “maghetto della finanza”. Tra i tanti prodotti finanziari e assicurativi che si trovano oramai al supermercato di Poste italiane ce n’è uno definito (rigorosamente in inglese) index linked, composto da una parte obbligazionaria ed uno o più strumenti finanziari derivati.

Queste polizze, di durata decennale, furono emesse nel 2002 e sottoscritte da circa 50.000 risparmiatori, per lo più pensionati, ignari nella maggior parte dei casi del reale rischio di investimento legato a tali prodotti. Tant’è che a 6 anni di distanza, a seguito della crisi dei mutui subprime e del fallimento della Lehman Brothers, quei titoli persero più del 30% del loro valore.

Intervenne Poste Vita con un “salvagente”: propose agli investitori di allungare di tre anni la scadenza dei contratti al 31 dicembre 2015 con la contestuale trasformazione delle polizze in altri prodotti che garantivano per intero il valore del capitale investito più un piccolo guadagno sul premio versato. La proposta fu accettata dalla quasi totalità dei sottoscrittori.

Senonchè a distanza di poco tempo le vecchie polizze index linked sono ritornate in quotazione, recuperando le perdite subite e con un buon attivo alla loro naturale scadenza (2012). In questo modo, secondo il deputato 5 Stelle Nicola Bianchi, si sarebbe venuto a determinare a lungo termine un vantaggio economico soltanto per la società emittente e non per i risparmiatori. Di conseguenza l’onorevole invita i ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico a “verificare se la società abbia agito ottemperando ai dettami della legge e del codice etico del gruppo Poste italiane”.

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