Vaticano, ecco i prossimi movimenti nella Curia

papafrancescoslider4Come dice il Malaysia Herald, una tornata di nomine, dopo la pausa estiva, vedrà coinvolti cardinali di primo piano.

ROMA – Una tornata di nomine, dopo la pausa estiva, che vedrebbe coinvolti cardinali di primo piano. È questo che si legge sul Malaysia Herald. In realtà, la ragione principale dell’attesa sarebbe dovuta, sempre secondo il settimanale cattolico, alla Giornata mondiale della gioventù che vedrà sfilare a Cracovia milioni di ragazzi assieme a Papa Francesco.

Francesco avrebbe infatti scelto il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici (che sarà soppresso dal prossimo 1° settembre) quale nuovo arcivescovo della città che vide come pastore Karol Wojtyla. La Gmg, insomma, sarebbe l’ultimo palcoscenico del cardinale Stanislaw Dziwisz, settantasettenne (quindi già da due anni in proroga) e per decenni segretario di Giovanni Paolo II.

Attesa è poi la nomina del prefetto del nuovo dicastero che metterà insieme laici, vita e famiglia. I nomi circolati nei scorsi mesi sono diversi, ma – secondo le indiscrezioni – l’orientamento sarebbe quello di optare per “un vescovo proveniente dall’America latina” e in questo caso tutto porta a pensare, scrive il giornale asiatico, che il prescelto sarà il cardinale salesiano Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) che però ha già 73 anni, e quindi (al netto di deroghe) potrebbe contare su un mandato limitato nel tempo.

Ma c’è un’altra posizione che da settimane è finita nel chiacchiericcio curiale, ed è quella di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Da tempo si parla di tensioni tra il Pontefice e l’attuale numero uno di quello che fu il Sant’Uffizio, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, ma ora la situazione sembra chiarirsi: Müller verrebbe nominato arcivescovo di Mainz, cattedra vacante dopo l’accettazione della rinuncia presentata per raggiunti (e di gran lunga superati) limiti d’età dal cardinale Karl Lehmann, e al suo posto a Roma arriverebbe Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna. La stima di Francesco per il porporato austriaco è nota, lo stesso Papa – conversando con i giornalisti di ritorno dal viaggio a Lesbo – rimandò alle parole di Schoenborn per un’interpretazione dell’Amoris laetitia post-sinodale.

Si tratterebbe però di un chiaro segnale di discontinuità: al più conservatore Müller subentrerebbe infatti un domenicano che si è dimostrato tra i più aperti a discutere di morale sessuale e familiare nel corso del doppio Sinodo del 2014 e 2015. E di certo non si potrebbe che tirare in ballo, per Müller il vecchio adagio del “promoveatur ut amoveatur”, ammesso che si possa parlare di promozione nel passaggio dalla Congregazione per la dottrina della fede alla cattedra di vescovo di Magonza.
In Vaticano si conferma, per sommi capi, il piano, anche se si raccomanda cautela. Non tutto sarebbe infatti già deciso e messo a punto. Rimangono tessere da incasellare e resistenze da superare. Se ne saprà di più nelle prossime settimane.

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