Gli stipendi dei manager non temono crisi

sergiomarchionneslider1Primo in classifica Federico Marinettti, ad di Yoox, che guadagna 62,93 mln di euro lordi. Secondo Marchionne.

ROMA – Nonostante la crisi, gli stipendi dei manager continuano a crescere senza sosta. I dati del 2015 vedono sul podio, primo in classifica, Federico Marchetti, fondatore e amministratore delegato del gruppo Yoox, che guadagna 62,93 milioni di euro complessivi, al lordo delle tasse.

Grazie a 59,7 milioni di plusvalenze relative all’esercizio delle stock option della società di vendita online di abbigliamento e moda, il 47enne Marchetti ha superato il campione d’incassi Sergio Marchionne, ad del gruppo Fiat-Chrysler (Fca), presidente di Cnh Industrial e Ferrari, che ha totalizzato 60 milioni grazie ai premi in azioni gratuite, per un valore pari a 47,5 milioni.

Terzo Fulvio Montipò, 71 anni, fondatore, presidente e a.d. del gruppo emiliano Interpump, con 15,93 milioni, di cui quasi 14 milioni da stock option. Quarto è Adil Mehboob-Khan, il manager sul quale Leonardo Del Vecchio aveva puntato per la successione ad Andrea Guerra alla Luxottica. Mehboob-Khan però si è dimesso il 29 gennaio di quest’anno, dopo aver guadagnato 13,46 milioni nel 2015. È compreso un bonus d’ingresso di 9 milioni. Quinto Patrizio Bertelli, a.d. di Prada, con uno stipendio di 13,33 milioni precede di 75mila euro la moglie, Miuccia Prada.

Questa la classifica dei guadagni nel 2015 dei manager delle società italiane quotate in Borsa, fatta dal Sole 24 Ore in base ai dati pubblicati nei documenti delle società. Il «pay watch» globale tiene conto dello stipendio base e dei bonus, la quota variabile della busta paga legata ai risultati (almeno così dovrebbe essere), di buonuscite o buonentrate, più i premi in azioni, favoriti dai rialzi di Borsa. Nel 2015 l’indice dei titoli principali Ftse Mib a Milano è salito del 12,7 per cento. Sono esclusi i benefici non monetari.

I guadagni azionari vengono calcolati in base alla differenza tra il valore di mercato dei titoli ed il prezzo di esercizio delle stock option o, per le azioni gratuite, in base al prezzo di mercato nel momento dell’assegnazione. Questo indipendentemente dal fatto che il beneficiario venda le azioni e realizzi effettivamente il guadagno.

Oltre alle società di Piazza Affari, sono in graduatoria alcune società italiane quotate in altre Borse, come Prada a Hong Kong e Lottomatica, che è migrata a New York e ha cambiato il nome della holding in International Game Technology; infine Borsa Italiana, controllata dal Lseg, la società quotata della Borsa di Londra. L’a.d. di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, ha ricevuto uno stipendio di 3,62 milioni lordi, 31mo.

Tutte le cifre riportate sono al lordo delle tasse. Nel 2015 i cento superdirigenti più pagati hanno guadagnato circa 442 milioni lordi complessivi. Cifra seconda solo al record di 550 milioni del 2014. Quel dato era influenzato dalla super busta paga di Marchionne, che aveva totalizzato 166,66 milioni, grazie alle stock option e alle azioni gratuite di Fca e Cnh (quasi 121 milioni di premi azionari). Nel 2015 in media ognuno dei primi 100 manager ha guadagnato 4,41 milioni lordi, rispetto a una media di 5,5 milioni nel 2014. Ma, se si esclude Marchionne, gli altri 99 dei primi 100 hanno guadagnato in media circa 3,86 milioni nel 2015 e 3,88 milioni nel 2014.

Ci sono 160 manager che hanno guadagnato almeno un milione (tra questi Urbano Cairo, 1,01 milioni), 72 più di due milioni, 42 più di 3 milioni, 20 più di 5 milioni, 11 più di 10 milioni. Nel 2015 non appare Marco Tronchetti Provera perché la Pirelli, comprata dai cinesi, non è più quotata e non ha l’obbligo di pubblicare i compensi dei vertici. Nel 2014 Tronchetti aveva guadagnato 5,41 milioni.

Il primo in classifica, Marchetti, è nato a Ravenna il 21 febbraio 1969. Laureato in Economia e commercio alla Bocconi, un Mba alla Columbia, nel 2000 ha fondato Yoox. Dalla quotazione in Borsa il 3 dicembre 2009, dopo il collocamento a 4,3 euro, i titoli Yoox hanno conosciuto forti rialzi e le stock option sono diventate pepite d’oro. Nel 2015 Yoox si è fusa con Net-à-porter, da gennaio a dicembre le azioni sono salite dell’87,8% a 34,55 euro (da allora però hanno perso il 28,5%). Nel 2015 con le stock option Marchetti ha sottoscritto quasi 2,392 milioni di azioni. La plusvalenza di 59,7 milioni è calcolata sull’intero pacchetto, anche se Marchetti ha trattenuto il 17% delle azioni comprate (ne ha venduto 1,988 milioni). Il suo stipendio base è di 995mila euro, più il bonus di 2,22 milioni. Yoox nel 2015 ha espresso ricavi consolidati per 923 milioni e un utile netto di 16,6 milioni, senza dividendo.

Il primo banchiere è lex dg di Unicredit Roberto Nicastro, 13mo con 6,96 milioni, di cui 5,39 milioni di buonuscita. Il secondo è il suo ex capo, Federico Ghizzoni, 22mo con 4,67 milioni, compreso un bonus di 770mila euro e 1,78 milioni in azioni gratuite. Edoardo Lombardi, vicepresidente di Banca Mediolanum, è 24mo con 4,42 milioni. Carlo Messina, a.d. di Intesa Sanpaolo, è 42mo con 3,14 milioni. L’ex presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin è 158mo, 1,012 milioni.

Tra i primi 50 c’è un solo manager pubblico, l’ex d.g. di Fincantieri Andrea Mangoni, 33mo con 3,6 milioni, di cui 3 milioni di buonuscita. Francesco Starace, a.d. Enel, è 55mo con 2,67 milioni, Claudio Descalzi dell’Eni è 61mo con 2,44 milioni.

Tra gli altri, Carlo Pesenti è decimo con 10,26 milioni, John Elkann 27mo con 4,01 milioni, Fedele Confalonieri 35mo con 3,57 milioni, Rodolfo De Benedetti 58mo con 2,64 milioni, Marco Patuano (Telecom) 62mo con 2,4 milioni. Diego Della Valle (Tod’s) è 79mo con 1,84 milioni. Luca Cordero di Montezemolo, che nel 2014 era terzo grazie alla buonuscita Ferrari, è sceso al 313mo posto, con 641.640 euro. Tra le donne, la seconda più pagata è Alessandra Gritti di Tamburi investment, 25ma con 4,28 milioni, ha superato Monica Mondardini, a.d. di Cir e L’Espresso, 48ma con 2,89 milioni.

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