Bollette elettriche, la burla degli aumenti

reteelettrica2piccolaL’Authority li delibera, il Tar li sospende. Tutti riconoscono comportamenti anomali, ma nessuno ha fatto niente.

ROMA – Tanto più numerosi sono i controllori tanto più facile è sfuggire al loro controllo. Sembra un paradosso, ma in Italia è così. L’ultimo caso (but not least) è quello delle bollette elettriche.
L’Authority per l’energia elettrica aveva stabilito un aumento improvviso del 4,3% delle bollette elettriche, spiegando che l’aumento del prezzo era dovuto principalmente alla significativa crescita dei costi di dispacciamento (sostenuti dal gestore della rete, Terna, per il mantenimento in equilibrio della domanda e dell’offerta di energia elettrica).

Il primo a lanciare l’allarme era stato il Coordinamento consorzi di Confindustria, denunciando che in aprile si erano registrati extracosti per circa 300 milioni a causa di sbalzi anomali nel dispacciamento. Subito dopo l’associazione di consumatori Codacons ha presentato un ricorso al Tar “a seguito delle speculazioni dei grossisti sul mercato del dispacciamento”.

Prima però che scattino, il Tar della Lombardia li sospende in via cautelare gli aumenti delle bollette della luce decisi dall’Authority, rinviando l’esame di merito alla camera di consiglio fissata per il prossimo 15 settembre.
Vistasi sconfessata, l’Autorità per l’energia elettrica, che pure aveva ammesso che negli ultimi due mesi erano emerse “una serie di criticità in alcune aree del Paese, riconducibili alle strategie anomale adottate da diversi operatori sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica”, lamenta di non essere stata ascoltata dal Tribunale amministrativo e propone, attraverso l’Avvocatura dello Stato, immediata istanza di revoca dello stesso decreto perché la decisione “si basa su un ricorso che presenta un’erronea rappresentazione degli elementi di fatto e di diritto”.

Leggeremo sulle nostre bollette della luce di ottobre come sarà andata a finire la disputa tra i diversi organi dello Stato. Resta tuttavia il fatto che ogni qual volta si verifica un errore di gestione nella cosa pubblica o di valutazione delle norme interpretative, la figura del/dei responsabili è un’astrazione retorica assolutamente introvabile nella realtà.

Nel caso in specie, per esempio, la catena dei controllori è lunga ed agguerrita. Si comincia da Terna, il grande operatore delle reti per il trasporto dell’energia, a cui spetta l’obbligo di garantire che i flussi di energia richiesti dai consumatori corrispondano in ogni momento a quelli offerti dalla produzione, attraverso appunto il sistema del dispacciamento. Terna sostiene che i costi del meccanismo siano aumentati negli ultimi mesi per le strategie “dubbie” adottate da diversi operatori sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica e di aver “già avviato su questo un procedimento prescrittivo e sanzionatorio”. Sembra però che a subire le uniche sanzioni siano i cittadini attraverso l’aumento delle bollette.

Sull’intero sistema vigila poi l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, supremo tutore e controllore del corretto esercizio dell’equilibrio sistemico. E’ la stessa Authority che prima parla di “strategie anomale adottate dai diversi operatori sul mercato all’ingrosso dell’energia elettrica, sia in sede di programmazione di immissione e prelievi, sia in sede di offerta di servizi di dispacciamento, causando un rilevante aggravio di costi per il sistema e un’alterazione del normale meccanismo di formazione dei prezzi nei mercati”, e poi scarica tutto sulle bollette dei cittadini. Anzi, se il Tar ha qualche dubbio, gli si fa subito un’istanza di revoca.

Nello scaricabarile generale, il ministero di Carlo Calenda brilla per impudenza. L’organismo, a cui spetta il compito istituzionale di vigilare sul “funzionamento del mercato elettrico e sulle reti di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica”, quando scoppia il caso “anomalo” che fa? Emette un comunicato stampa per chiedere “di fare al più presto chiarezza sui fatti e sui possibili comportamenti speculativi che hanno portato ad un aumento anomalo dei costi di dispacciamento negli ultimi mesi”. Per mostrarsi infine premuroso, assicura che “il Governo segue con grande attenzione – nel pieno rispetto dei ruoli – questa vicenda, con l’obiettivo prioritario di non far pagare costi impropri a cittadini e imprese”. Può darsi che qualcuno al Mise nel frattempo si sia distratto.

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