Roma-Lido, progetto di ristrutturazione non fattibile

romalidoslider3Disponibili 100 mln per le opere di manutenzione. Dal governo ulteriori 180 mln per ristrutturare la linea.

ROMA – La Giunta della Regione Lazio ha deliberato la “non fattibilità” del progetto di finanza presentato per la tormentata ferrovia Roma-Lido dall’ATI composta, tra gli altri, da Ratp, il consorzio italo-francese che comprende Ansaldo Sts e Itachi. Il project financing era stato presentato alla Regione Lazio quando nel 2015 era scaduto il contratto con Atac (poi prorogato di un anno) e prevedeva il rinnovo completo di binari, treni, sistema di segnalamento, telecamere di videosorveglianza e info per gli utent.

Il lavoro istruttorio è stato scrupoloso ed approfondito, visto lo stato attuale della linea ferroviaria, da parte di tutti gli enti competenti. I maggiori punti critici evidenziati sono:

• Non è nelle competenze della Regione Lazio la messa a disposizione dei beni individuati come essenziali, quali il deposito di Magliana (proprietà del Comune di Roma) e la quasi totalità del materiale rotabile in esercizio (proprietà di Atac Spa).

• La proposta non prevede né la realizzazione di nuove stazioni urbane, né la riqualificazione delle cinque stazioni esistenti, così come previsto dal Prg di Roma Capitale.

• Le modifiche al progetto, da ultimo presentato rispetto alla versione precedente, riferite all’obiettivo di una riduzione del contributo regionale (conto esercizio e investimenti), in realtà non trovano corrispondenza nei documenti presentati che, al contrario, prevedono un aumento del canone per i 25 anni di concessione, da 1.814 milioni della precedente proposta, ai 1.876 dell’attuale.

• Non è coerente in quanto, dall’analisi della nuova proposta, risulta un aumento dei costi e una frequenza diminuita, con un relativo aumento dei tempi fra partenze successive, con la tendenziale riduzione della produzione chilometrica a discapito dell’utenza.

• Non è coerente con un adeguato rischio d’impresa, in considerazione anche della mancata assunzione di responsabilità degli incassi da bigliettazione, che rimarrebbero alla Regione e quindi non prevede un adeguato controllo dell’evasione tariffaria da parte del gestore. Nell’integrazione del progetto è stata esclusa la realizzazione di apparati di tornelleria.

L’attività svolta è stata comunque utile per evidenziare e condividere le criticità della linea e per definire gli interventi di ristrutturazione necessari. Già ora sono in corso da parte di ATAC, responsabile dell’esercizio e della manutenzione della linea, importanti interventi sul potenziamento delle sottostazioni  elettriche e delle stazioni. Altre opere sono in programmazione grazie alle risorse ministeriali sbloccate (circa 100 milioni per le due ferrovie ex concesse) non utilizzate negli anni passati.

Si è avviata, inoltre, una collaborazione con RFI, la società delle Ferrovie dello Sato che gestisce l’infrastruttura, per definire un piano generale di ristrutturazione e messa in sicurezza, con l’obiettivo di utilizzare i 180 mln per la Roma–Lido, frutto dell’intesa fra Regione e Governo, appena disponibili. “Una parte di queste risorse – ha dichiarato l’assessore regionale alla Mobilità, Michele Civita, sarà destinata all’acquisto di nuovi treni”,

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