“En attendant” il Piano generale del turismo

colosseoslider455Agenzia per l’Italia Digitale, Cnr di Napoli, Enit. Tutti hanno la loro ricetta per far ripartire il settore turistico.

ROMA – Una delle poche risorse che ci sono rimaste per far ripartire il Paese, il turismo, torna al centro della scena economica nazionale. Il consiglio dei ministri di oggi infatti dovrebbe discutere e varare il Piano Strategico del turismo preparato nei mesi scorsi dal ministero per i Beni, le attività culturali e il turismo.

Non se ne conoscono ancora le grandi linee strategiche, ma comunque si può già dire che il Piano giunge in un momento quanto mai opportuno per fare definitivamente chiarezza su un settore strategico per lo sviluppo del Paese, che oggi paradossalmente soffre una crisi di “bulimia” analitica e progettuale che non aiuta ad ottimizzare le risorse e ad evitare sprechi e duplicazioni.

Basti pensare che nel giro di qualche settimana abbiamo avuto la firma dell’accordo del Mibact con l’Agenzia per l’Italia Digitale per la “la promozione e la valorizzazione dei beni culturali – ha detto il sottosegretario al Mibact con delega al turismo, Dorina Bianchi – che oggi viaggiano soprattutto online e per questo puntiamo sulla banda larga e le nuove tecnologie per implementare i flussi turistici.

L’accordo prevede tre azioni rivolte specificatamente al turismo: porre nel collegamento della banda ultralarga una priorità per le città d’arte e i luoghi turistici; creare una rete nazionale federata e diffusa con accesso unico; infine lavorare sugli open data e quindi rendere aperti e disponibili i dati che riguardano la pubblica amministrazione. In pratica dal prossimo gennaio sarà allestita la sperimentazione di una rete wi-fi diffusa e federata nelle 18 città d’arte, nei 51 siti Unesco, nelle aree balneari di grande attrazione, nonché nei luoghi di accesso all’Italia (aeroporti, porti e autostrade).

Pochi giorni prima era stato presentato a Roma il “XX Rapporto sul turismo italiano”, curato dall’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo (Iriss) del Cnr di Napoli. Si tratta di una ponderosa ricerca (800 pagine) che in sostanza si limita a fotografare la situazione del settore in Italia, nello scenario più ampio del turismo internazionale.

Dopo aver rilevato il ruolo trainante del settore nell’economia italiana, con un’incidenza sul Pil arrivata all’11,8%, l’Iriss attribuisce il risultato soprattutto ai flussi di stranieri, che nel decennio 2004-2014 sono aumentati del 32,3% grazie ad uno sviluppo generalizzato del mercato turistico globale. Anche il mercato interno, dopo un periodo di crisi prolungata, ha fatto registrare nel 2015 un’inversione di tendenza con un lieve incremento delle presenze degli italiani negli esercizi ricettivi, che hanno superato i 194 milioni (+1,8% rispetto al 2014). Un primo segnale di ripresa che fa ben sperare, in quanto porta il numero complessivo delle presenze (pernottamenti) straniere e italiane a più di 384 milioni. I turisti stranieri più presenti sono, come da tradizione, i tedeschi, che nel 2014 hanno pesato per il 28,1%, seguiti da francesi, statunitensi e britannici, assestati singolarmente intorno al 6,4%.

Per non farsi mancar niente, anche l’Enit, ente pubblico economico vigilato dal Mibact che si occupa di promozione del brand Italia sui mercati internazionali del turismo, ha presentato il 14 luglio scorso il suo piano strategico 2016-2018 (un piano di promo-commercializzazione turistica), che a fronte di una progressiva diminuzione delle risorse a disposizione di Enit (dal 2007 al 2015), finalmente prevede invece un aumento: 28 milioni € nel 2016, 28 nel 2017, 27 nel 2018. Il budget sarà destinato per il 40% a spese di funzionamento e per il 60% a spese promozionali, anzitutto nei confronti dei mercati avanzati di Europa e Nord America, da cui proviene l’80% dei turisti, tenendo tuttavia ben presente che le economie emergenti – Cina, India, Corea, Emirati Arabi, Messico, Brasile e Argentina – rappresentano sempre più i nuovi bacini dell’outgoing mondiale.

Il piano Enit è stato sottoposto ad una feroce critica da parte di Sel che in un’interrogazione a firma dell’on. Ricciatti e altri ne denuncia una serie di criticità: 1) non c’è traccia di pianificazione strategica; 2) non è presente alcuna linea di azione in termini di mercati a cui tendere, segmenti da aggredire, leve industriali e finanziarie da utilizzare; 3) mancano gli obiettivi economici finali e intermedi da far conseguire al settore, gli step temporali di realizzazione e l’indicazione precisa dell’utilizzo risorse sui macro-programmi.

La conclusione dei parlamentari Sel è che forse, alla luce dei modesti risultati raggiunti dall’Ente, potrebbe essere opportuno, “al fine di dare nuovo impulso ad un settore importante anche in termini di risposta alla crisi economica, valutare iniziative per l’accorpamento dell’Enit all’Ice e il contestuale passaggio della direzione generale del turismo dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo al Ministero dello sviluppo economico”.

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