Referendum: piovono sondaggi… a nostre spese

sondaggirenzipreoccupatoslider4Renzi vuole monitorare tutto. L’assurdità è che a pagare non è questo o quel partito, ma lo Stato, cioè noi.

di Cecilia Santoro

ROMA – Le primarie sono state un disastro per il Pd. E quindi ora il premier Renzi mira a controllare, con il vecchio metodo dei sondaggi, l’opinione pubblica in vista del referendum di ottobre. Fin qui niente di male se a pagare le società che si occupano del monitoraggio fosse il Pd. E invece no. Paga lo Stato, quindi noi.

Sulla questione sollevano polemica, in un’interrogazione parlamentare, i pentastellati Nicola Bianchi, Paolo Nicolò Romano, Michele Dell’Orco, Salvatore Micillo e Davide Crippa.
“Ci si trova di fronte a una situazione controversa – spiegano i grillini – nella quale i vertici politici del Governo commissionerebbero, a carico della collettività, delle ricerche demoscopiche sul sentimento politico del Paese, ricerche che dovrebbero essere commissionate e finanziate dalle forze politiche interessate e non dallo Stato”.

Sul sito istituzionale, infatti, il 23 marzo e il 23 maggio scorsi, sono spuntati due bandi di gara a riguardo: il primo, con un valore presunto dell’appalto di 120.000 euro, pubblicato per conto del Dipartimento per l’informazione e l’editoria; il secondo, con un valore presunto d’appalto di 65.000 euro, indetto per conto dell’ufficio del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Come sostengono i parlamentari sopracitati, “spesso le attività di ricerca, sondaggio e marketing, volte a conoscere l’opinione dei cittadini, rischiano di trasformarsi o confondersi con gli strumenti destinati invece alla creazione del consenso politico”. Gli interroganti chiedono quindi di sapere le finalità dei servizi in questione che “appaiono estranee a finalità pubbliche e risultano, viceversa, più attinenti a obiettivi privati connessi alle attività politiche”.

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