Asl, basta nomine politiche dei dirigenti

lorenzinpiccola4Ok del Cdm al decreto legislativo della legge delega sulla Pa. Dg selezionati in base alle competenze.

ROMA – Manager degli ospedali pubblici non più nominati dalla politica, ma scelti in base a criteri di merito da un albo nazionale. La rivoluzione nella governance della sanità, come l’ha definita il ministro Beatrice Lorenzin, è diventata realtà oggi con l’approvazione in Cdm del decreto legislativo che è parte della riforma Madia della pubblica amministrazione.

Tra le novità introdotte, c’è appunto la costituzione di un elenco nazionale (che dovrà essere aggiornato ogni due anni), presso il Ministero della Salute, dei soggetti idonei a ricoprire l’incarico di direttore generale delle Asl, Ao e degli altri enti del Ssn, policlinici universitari compresi. Verrà nominata una Commissione composta da cinque esperti (che potranno essere nominati una sola volta), di cui due designati dal Ministro della salute, uno con funzioni di Presidente scelto tra magistrati ordinari, amministrativi, contabili e avvocati dello Stato, uno designato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e due designati dalla Conferenza Stato Regioni.

Definite anche le disposizioni per il conferimento degli incarichi. Le Regioni potranno procedere a nominare direttori generali esclusivamente gli iscritti all’elenco nazionale. Una commissione regionale composta da esperti procederà poi una valutazione per titoli e colloquio dei candidati. Nel decreto viene inoltre specificato che, nella terna proposta, non potranno essere inseriti coloro che abbiano ricoperto l’incarico di direttore generale, per due volte, presso la stessa azienda sanitaria locale, azienda ospedaliera o ente del Servizio sanitario nazionale.

Nel decreto si legge che è prevista la decadenza da direttore generale in caso di gravi disavanzi, per violazioni di legge o per il mancato rispetto delle norme in materia di trasparenza. Nuove misure, inoltre, anche per il conferimento degli incarichi di direttore sanitario, amministrativo e socio sanitario.

All’articolo 7 si precisa le disposizioni contenute nel decreto si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome secondo le procedure previste dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione. L’articolo 8 spiega, invece, che la partecipazione alla Commissione nazionale e alle Commissioni regionali saranno a titolo gratuito. Infine, all’articolo 9, vengono esplicitate le abrogazioni normative previste dopo l’entrata in vigore delle norme contenute nel decreto.

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