Nuova Fiera di Roma, ultimo atto

fieraromaslider34344La delibera del Comune riduce di un terzo il valore della vecchia Fiera. La Raggi non si presenta all’assemblea.

ROMA – Senza consultarsi con gli altri soci, messo con le spalle al muro dal commissario prefettizio Laura Basilone che ha commissariato il Comune per indurlo a decidere sulla vecchia Fiera di Roma (che aspetta da 15 anni di conoscere il suo destino), l’assessore all’urbanistica, Paolo Berdini, ha firmato la delibera che autorizza la vendita del complesso sulla Cristoforo Colombo. Ma con una variante di non poco conto rispetto al passato: l’area edificabile sui terreni della vecchia Fiera viene ridotta esattamente di un terzo, da 67 mila a 44 mila metri quadrati.

La correzione apportata unilateralmente dalla giunta Raggi cambia tutte le carte in tavola. Finora infatti le ipotesi allo studio per evitare il fallimento della “Investimenti SpA”, proprietaria di tutti e due i complessi immobiliari, si basavano sul ricavato della vendita della vecchia Fiera nelle dimensioni originali. I piani finanziari presentati a Unicredit (180 milioni di mutuo residuo) e ai fornitori (32 milioni di crediti maturati) erano stati ritenuti un’utile base di partenza proprio partendo dai valori stimati della vendita. Secondo le prime stime, il blitz di Berdini avrebbe creato un buco di almeno di una cinquantina di milioni nei conti di “Investimenti”.

D’altronde tagliare in modo così drastico le cubature edificabili nell’area della vecchia Fiera significa ipotecare il futuro, mandando all’aria i conti già ampiamente disastrati della Nuova Fiera di Roma. E la mancata partecipazione all’assemblea dei tre soci del 29 agosto (il Comune con il 22 per cento, la Camera di Commercio con il 58,5 e la Regione con il 19,6) la dice lunga sul fatto che non si tratta di un equivoco ma di una scelta consapevole e meditata della giunta capitolina.

Che cosa succederà ora? Nonostante le dichiarazioni consolatorie dell’assessore Berdini (“Dopo 9 anni finalmente abbiamo sbloccato la situazione. Adesso Investimenti Spa potrà andare dai creditori e dire ‘io ho la cubatura’. Se loro rilanciano con questa cubatura a mio giudizio le banche gli faranno i ponti d’oro”), il fallimento della società sembra avvicinarsi a grandi passi. O quanto meno la sua messa in liquidazione, visto che gli spazi della nuova location, anche per la loro vicinanza all’Aeroporto Leonardo da Vinci, fanno gola a molti (pare che siano già giunte alcune manifestazioni di interesse da parte di operatori non italiani).

Per questo le reazioni degli altri soci, nonché di tutte le forze economiche della Regione, sono state estremamente dure a cominciare dalla Camera di Commercio, socio di maggioranza di Investimenti Spa: “La delibera proposta dall’assessore Berdini e approvata dal Consiglio comunale crea un danno pubblico. Un danno ai soci di Investimenti Spa e un danno ai cittadini romani che si trovano depauperata un’area cittadina che poteva essere valorizzata in maniera migliore. La prima delibera, nel 2005, prevedeva 288 mila metri cubi, poi si è passati a 216 mila metri cubi nel 2015 e oggi siamo scesi a 130 mila metri cubi: meno della volumetria esistente. Un danno che mina anche gli equilibri finanziari delle società coinvolte con il serio rischio che Roma si ritrovi, in tempi brevi, senza una sua Fiera con conseguenze gravi, in primis, per i lavoratori e i fornitori”.

Non meno dura la reazione della Regione Lazio che in una nota fa sapere che: “Preso atto dell’orientamento della nuova amministrazione comunale di assumere decisioni strategiche nelle aziende partecipate, al di fuori di ogni forma di concertazione o anche solo di consultazione con i soci, si rende opportuno un confronto per capire se esistano le condizioni minime per rimanere come Regione all’interno delle società partecipate“. E adesso potrebbe essere proprio l’ente guidato da Nicola Zingaretti a rompere le uova nel paniere di Berdini (sempre che nel frattempo non si sia dimesso dalla giunta Raggi). La Regione, infatti, avrebbe ancora il potere di bloccare la ratifica finale della delibera capitolina, nell’eventualità che siano riscontrati motivi di natura tecnica.

Come detto, anche gli altri rappresentanti del mondo delle imprese insorgono contro Roma Capitale. Netto il giudizio del presidente della Cna di Roma Erino Colombi: “Le modifiche del Comune di Roma su quanto già concordato a proposito della delibera sulla valorizzazione della vecchia Fiera rischiano, pericolosamente, di condannare a morte la nuova. Questo sarebbe un grave danno d’immagine per tutto il Paese con ricadute economiche pesantissime sul nostro territorio”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli (“Berdini si ravveda o ci sarà un problema serio per tutto il nostro sistema economico“) e il direttore generale di Federlazio Luciano Mocci (“La delibera mette a rischio la sopravvivenza della nuova Fiera”).

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