Atac, 3 mila corse tagliate: è polemica

atteseatacslider1L’assessore ai Trasporti, Linda Meleo, e gli ex vertici della partecipata “litigano”. Mentre i romani aspettano, irritati.

ROMA – Ore di attesa, una marea di disagi e l’ira funesta dei romani. Basta una sola parola per riassumere le tre criticità sopracitate: Atac. Sono infatti centinaia i bus fermi nei depositi a causa di guasti, e sono invece migliaia le persone che alle fermate sbuffano impazienti e nervose. Da lunedì scorso, poi, la situazione ha davvero toccato il fondo. Ammonta a quasi tremila, infatti, il numero delle corse soppresse (2.728).

Tra i municipi più colpiti nella Capitale, sul podio al primo posto c’è il II con un taglio di 273 corse. Poi il IX con 248 tagli, il VII con 196, il III  con 175, il V con 142, il XIII con 111 e il XII con ben 107 corse eliminate. Nell’elenco non manca il X Municipio, Ostia, con 185 orari cancellati dalla programmazione. A tutto questo si aggiunge anche il taglio dei turni degli autisti.

Una situazione critica, insomma, della quale l’assessore capitolino ai Trasporti Linda Meleo non ha intenzione di assumersi alcuna responsabilità. Su Facebook, infatti, punta il dito contro l’ex direttore generale di Atac. “Ecco l’eredità che ci lascia Rettighieri – scrive la Meleo – circa 200 mezzi in meno rispetto ai 1.400 programmati. Questo a causa del mancato pagamento di alcuni fornitori di cui si sarebbe dovuto occupare il vecchio management Atac. E di questo siamo venuti a conoscenza solo venerdì scorso. Noi siamo già al lavoro per recuperare il tempo perso e soprattutto aumentare le corse dei bus. Ad agosto, viste le lamentele dei cittadini su mezzi guasti e corse diminuite, avevo chiesto al direttore generale Rettighieri una ‘fotografia’ per capire su quanti bus avremmo potuto contare realmente a settembre. Nessuna risposta ufficiale è arrivata. I responsabili di tutto ciò hanno nome e cognome. Mi spiace per i cittadini che stanno subendo disagi ma forse dovrebbero dare spiegazioni i vertici che hanno appena lasciato Atac e l’hanno guidata in questi ultimi mesi”.

E gli ex vertici di cui parla l’assessore ai Trasporti hanno colto subito la palla al balzo e hanno risposto così: “Da fine luglio non arrivano materiali nelle officine. Dopo un mese e mezzo le scorte si sono esaurite. Risultato: i meccanici interni non sanno più come intervenire. E lasciano le navette ferme in garage. La paralisi si sarebbe potuta evitare? Forse sì”. Almeno ne è convinto l’ex direttore generale di Atac, Marco Rettighieri. “Per avere liquidità, bastava sbloccare il piano di dismissione degli immobili non strumentali – ha detto la settimana scorsa nella conferenza stampa d’addio – Un’operazione che avrebbe potuto portare nelle casse dell’azienda fino a 160 milioni di euro. Solo attraverso l’alienazione di cinque immobili dismessi, prevista dal piano industriale 2015-2019, sarebbero arrivati 98,2 milioni. Ma la giunta M5S ha bloccato tutto. E starà alla nuova governance trovare alternative in grado di rimettere in sesto il servizio di superficie”.

E intanto, mentre i big “litigano”, i romani continuano ad aspettare impazienti non solo quell’autobus che li porterà a destinazione, ma anche la riduzione dei vari abbonamenti che, incalzano “costa troppo per il servizio offerto”.

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