Raggi commissariata dal Movimento

raggidimaioapertura3L’ultimatum dal direttorio: via Marra, Romeo, Muraro e De Dominicis. Ma la sindaca pare intenzionata a resistere. Oggi Beppe Grillo potrebbe arrivare a Roma per un confronto diretto.

ROMA – Via il vicecapo di gabinetto Raffaele Marra e il capo della segreteria politica Salvatore Romeo, oltre a un passo indietro di Paola Muraro dall’assessorato all’Ambiente e di Raffaele De Dominicis, responsabile in pectore del Bilancio del Campidoglio. È questo l’ultimatum lanciato ieri sera alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dal direttorio del Movimento.

Ma lei pare intenzionata a resistere e, per sbloccare la situazione, in città potrebbe arrivare Beppe Grillo. La giornata di ieri era iniziata presto per il Movimento 5 stelle. Nelle sale del gruppo alla Camera si sono riuniti esponenti del direttorio e del mini-direttorio, per un confronto che, secondo le ricostruzioni, ha raggiunto toni da psicodramma, con accuse reciproche e in particolare contro Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, astro nascente del Movimento.

Di Maio (che ieri ha annullato la partecipazione alla prima puntata di “Politics”, il nuovo talk di Rai3 condotto da Gianluca Semprini), ha sempre detto di non essere a conoscenza del fatto che la Muraro fosse iscritta nel registro degli indagati, ma in realtà il mini-direttorio, allertato dalla Raggi, l’ avrebbe avvertito. Secondo “La Repubblica” il 4 agosto, rispondendo a un messaggio di Di Maio, Paola Taverna gli scrive che dalla procura è arrivato il documento sulla posizione della Muraro.

“È pulito o no?”, chiede il deputato. E ottiene immediatamente risposta: “Non è pulito”. Nella stessa data, sempre secondo il quotidiano, Di Maio ottiene un quadro più preciso. Glielo trasmette l’altro membro del direttorio romano Fabio Massimo Castaldo, l’eurodeputato con doppia laurea in legge: il reato contestato dai pm alla Muraro è la “fattispecie di cui al comma 4 dell’articolo 256 del Testo unico sull’Ambiente”. Ossia come chiarisce citando il codice: “L’inosservanza delle prescrizioni o la carenza dei requisiti previsti per legge da parte del gestore” degli impianti per il trattamento dei rifiuti. Alla fine, dopo dieci ore di riunione convulsa, i vertici del Movimenti hanno siglato una tregua, temporanea, per salvare la situazione e deciso, in accordo con Grillo, l’azzeramento del “cerchio magico” della Raggi.

“Tra le varie opzioni – ha detto Roberto Fico, membro del direttorio, uscendo dalla riunione – abbiamo anche valutato la richiesta di un passo indietro di Raffaele Marra, vicecapo di gabinetto, del capo della segreteria politica del sindaco, Salvatore Romeo, dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro e dell’assessore al Bilancio Raffaele De Dominicis”. Un ultimatum che la prima cittadina, ieri chiusa tutto il giorno in Campidoglio, avrebbe accolto con fastidio e rabbia.

“Mi vogliono fare fuori. Ma Roma viene prima del Mopvimento 5 stelle. Sono io il sindaco, decido io”, avrebbe detto, secondo quanto riportato in un retroscena da “La Stampa”. La Raggi oggi dovrebbe vedere il direttorio, ma per sbloccare la situazione nella capitale potrebbe arrivare Beppe Grillo per un faccia a faccia in cui ribadire quella richiesta, che non è negoziabile. Arrivando, forse, anche a minacciare di ritirarle l’uso del simbolo M5s. Ma sull’eventuale incontro al momento, tra conferme e smentite, è mistero.

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