Effetto Francesco, in curia aumentano i disoccupati

vaticano32Sono molte decine i dirigenti e i funzionari rimasti senza lavoro per la soppressione dei loro organismi.

ROMA – Hanno fatto notizia questa estate gli accorpamenti in due nuovi dicasteri di ben sei precedenti organi curiali. In base alla puntuale ricostruzione del vaticanista Sandro Magister, il primo accorpamento ha unificato dal 1 settembre in un nuovo “dicastero per i laici, la famiglia e la vita” le funzioni fin lì svolte dal pontificio consiglio per i laici e dal pontificio consiglio per la famiglia. A presiedere questo nuovo dicastero papa Francesco ha chiamato dagli Stati Uniti il vescovo di Dallas, irlandese di nascita, Kevin J. Farrell.

Il secondo accorpamento unificherà a partire dal prossimo 1 gennaio in un nuovo “dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale” le funzioni del pontificio consiglio della giustizia e della pace, del pontificio consiglio “Cor unum”, del pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, del pontificio consiglio per gli operatori sanitari. A capo del neo dicastero andrà il cardinale ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson, già presidente del pontificio consiglio della giustizia e della pace.

Anche queste nomine hanno fatto notizia, come pure quella di Vincenzo Paglia, già presidente del pontificio consiglio per la famiglia, a presidente della pontificia accademia per la vita e a gran cancelliere del pontificio istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia.

Il silenzio è invece calato sul folto stuolo di dignitari vaticani rimasti a spasso – o in altre parole, disoccupati – a seguito di questi due accorpamenti. Per cominciare, non si sa che fine farà il cardinale polacco Stanislaw Rylko, 71 anni, presidente uscente del pontificio consiglio per i laici. Se non vorrà tornare in patria a guidare la diocesi di Cracovia al posto del settantasettenne cardinale Stanislaw Dziwisz, potrebbe rimanere in curia o disoccupato. A Roma, le eventuali cariche disponibili per un suo ricollocamento sono quella di prefetto della congregazione delle cause dei santi, dove il cardinale Angelo Amato ha superato i 78 anni, o quella di arciprete della basilica papale di Santa Maria Maggiore, dove il porporato spagnolo Santos Abril y Castelló si avvicina agli 81.

Ma sono rimasti a spasso anche il segretario e il sottosegretario del defunto pontificio consiglio per i laici: cioè rispettivamente il vescovo tedesco Josef Clemens, 69 anni, già segretario dell’allora cardinale Joseph Ratzinger prima che gli subentrasse Georg Gänswein, e lo spagnolo Miguel Delgado Galindo, 53 anni, membro dell’Opus Dei, la cui attuale sorte di disoccupato è identica a quello del parallelo sottosegretario del fu pontificio consiglio per la famiglia, Carlos Simón Vázquez, 50 anni, anche lui spagnolo e anche lui dell’Opus.

Con l’avvento poi del nuovo dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, i potenziali disoccupati sono molti di più. Finirebbero a spasso la “dama” Flaminia Giovanelli, 68 anni, sottosegretario del pontificio consiglio della giustizia e della pace; – il vescovo indiano Joseph Kalathiparambil, 65 anni, segretario del pontificio consiglio per i migranti, e il sottosegretario dello stesso, lo scalabriniano Gabriele Ferdinando Bentoglio, 54 anni; Giovanni Pietro Dal Toso, 54 anni, segretario del pontificio consiglio “Cor unum”, e il sottosegretario dello stesso, lo spagnolo Segundo Tajado Muñoz, 56 anni, neocatecumenale; Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu, 61 anni, segretario del pontificio consiglio per gli operatori sanitari, e il sottosegretario dello stesso, il camilliano Augusto Chendi, 58 anni.

Se poi si guarda al personale non direttivo degli uffici ora accorpati, la Santa Sede dovrà ricollocarne una cinquantina. Non dovrebbero però correre rischi, perché papa Francesco ha più volte detto che non licenzierà mai padri e madri di famiglia. Ma diversa potrà essere la sorte dei 18 chierici e delle 4 religiose. Sia gli uni che le altre potrebbero essere di punto in bianco rispediti nelle rispettive diocesi o congregazioni di appartenenza.
C’è infine da registrare l’assunzione diretta da parte di papa Francesco della guida della annunciata sezione profughi e migranti del nuovo dicastero per il servizio dello sviluppo integrale dell’uomo. Si tratta di una decisione assolutamente senza precedenti, come ha sottolineato Andrea Tornielli su “La Stampa”, mentre non ha fondamento la suggestiva idea lanciata dall’agenzia Zenit, secondo cui la decisione avrebbe radice nella riforma curiale voluta a suo tempo da Paolo VI.

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