Trinità dei Monti: scontro sulla cancellata

piazzadispagnascalinataslider4Restauro da 1 mln di euro. Il Comune: “Lasciarla aperta a tutti”. Il 21 l’inaugurazione con concerto di Pappano.

ROMA – “Sono molto preoccupato, abbiamo speso tanti soldi per riportare la scalinata di Trinità dei Monti al suo splendore e, se non si mettono regole ben precise, Trinità dei Monti tornerà il bivacco di sempre. Tempo pochi mesi e sarà di nuovo in mano ai ‘barbari’”. E’ il parere di Paolo Bulgari, presidente della maison di gioielli famosa in tutto il mondo, che ha finanziato i restauri di quei 135 gradini.

La scalinata verrà inaugurata il 21 settembre, con un concerto dell’orchestra di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano. Ma cresce la polemica su come proteggere quel capolavoro settecentesco progettato dell’architetto De Sanctis e il cui restauro è costato quasi un milione e mezzo di euro. La cittadinanza è divisa tra chi vorrebbe proteggerla, magari con una cancellata, almeno dagli “accampamenti” notturni e chi invece grida alla ‘cultura violata’.

Paolo Bulgari è per la prima ipotesi. In una dichiarazione odierna a Repubblica sostiene che “bisognerebbe trovare il modo di preservarla durante la notte. Perché sulla scalinata è giusto camminare, è nata per questo e la passeggiata che si fa scendendo giù dal Pincio è meravigliosa, ma non si devono permettere i bivacchi. Non è un luogo per sedersi. Figuriamoci per bere o per mangiare. Eppure nella fase di ripulitura, sul travertino si è trovato di tutto. Le restauratrici che sono state bravissime – continua il grande gioielliere – hanno dovuto fare un lavoro immane. Sui gradini c’era spalmato di tutto. Dalle gomme da masticare alle macchie di caffè, vino e non voglio dilungarmi oltre sulle tante schifezze che hanno imbrattato il monumento”.

Ma il punto è un altro. “Vogliamo un turismo di qualità o di quantità? – si domanda Bulgari – Perché se si punta al numero, vedo un futuro complicato per un Paese dove i monumenti sono preziosissimi e fragili. Certo, a Roma non si può immaginare l’ingresso a numero chiuso, come invece potrebbe fare con una certa semplicità Venezia. Ma mettere un cancello o una barriera in plaxiglass non mi sembra un’impresa impossibile. Anzi. E questo non vuol dire ‘ingabbiare la cultura’, bensì tutelarla”.

D’accordo con il patron del marchio del lusso, anche alcuni commercianti della zona. Gianni Battistoni, dell’omonimo negozio in via Condotti, in primis. “La scalinata è patrimonio dell’umanità. Una barriera non invasiva, dopo una certa ora, sarebbe una buona soluzione. Non si può lasciarla in balia di gente che bivacca. Oramai da tempo è diventata il luogo d’incontro per i giovani stranieri. Non è un caso che i tifosi dell’Olanda, che un anno fa ridussero la Barcaccia del Bernini di piazza di Spagna ad una discarica, si diedero appuntamento proprio lì”.

Assolutamente contrari alle barriere sono invece i rappresentanti delle istituzioni, come l’assessore ai Beni Culturali Luca Bergamo: “Non abbiamo intenzione di porre nessuna cancellata – fa sapere – Sicuramente però aumenteremo i controlli e la sorveglianza per preservare il restauro appena terminato”. Della stessa pasta demagogica sono i giudizi del consigliere del I municipio Matteo Costantini, che chiede maggiore sorveglianza con tanto di ‘ausiliari del decoro’, e del sovrintendente dei Beni culturali, Claudio Parisi Presicce che trova “improponibile chiudere la scalinata. È piuttosto utile educare le persone al rispetto dei monumenti (!)”.

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