È scoppiata la guerra tra Telecom ed Enel

telecomslider31Sulla banda larga l’ex monopolista telefonico chiama in causa tutti i regolatori del sistema

 

 

 

 

ROMA – Sulla vicenda della rete a banda larga, anzi larghissima, il maggiore operatore nazionale delle telecomunicazioni, Telecom Italia, ha sonnecchiato per un po’ di tempo. Forse preso dalle vicende interne che hanno capovolto la proprietà e il management della società, o forse confidando sul privilegio dell’ex monopolista, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo si è visto superare dai nuovi competitor, primo fra tutti Enel Open Fiber.

Dopo il lungo sonno, ora Telecom si è svegliata ed è passata al contrattacco, per ora su un ampio fronte politico-legale. In causa sono stati chiamati tutti i soggetti regolatori del sistema: la Commissione europea, il Garante italiano per le comunicazioni, il ministero per lo Sviluppo economico, Infratel, braccio operativo del ministero nell’operazione, e il Tar.

Al Tribunale amministrativo Telecom contesta la delibera dell’Agcom che disciplina il noleggio delle nuove reti ultra-veloci nelle cosidette aree “a fallimento di mercato”, cioè con poche persone e poche imprese, dove la costruzione della nuova rete richiede necessariamente un finanziamento pubblico, che può essere di due tipi. Nel primo caso, lo Stato paga la realizzazione della nuova rete al 70%, mentre il restante 30% lo paga l’operatore privato che la costruisce e ne diventa proprietario. Nel secondo caso, lo Stato paga la realizzazione al 100% e rimane proprietario della rete. In entrambi i casi un qualsiasi altro operatore può chiedere, ed ottenere, di noleggiare i cavi, ma a tariffe diverse.

A giugno scorso Infratel ha avviato una gara per la realizzazione della rete ultra-veloce in sei regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia, Molise, Toscana e Veneto) con finanziamento pubblico al 100%. Nel suo ricorso Telecom sostiene che in questo caso le condizione dettate dall’Authority favoriscono “tutti gli altri operatori” perché potranno “praticare prezzi più bassi e non assoggettati ad alcun controllo”.

Alla Commissione europea invece Telecom richiama la necessità che tutti gli operatori, grandi o piccoli, possano fronteggiarsi ad armi pari, senza i lacci e i lacciuoli che penalizzano l’ex monopolista. Segnala inoltre che in alcune zone del paese Enel Open Fiber potrà diventare concessionario e utilizzatore esclusivo della nuova rete, in un palese conflitto con la sua natura a prevalente partecipazione pubblica. Per questo stesso motivo, Telecom chiede che Enel e la sua controllata Open Fiber siano obbligate alla più rigida separazione contabile e organizzativa.

Le ostilità dunque tra i due big italiani – assistiti rispettivamente dai migliori studi legali amministrativi – sono aperte. Sull’esito si rimanda alle prossime puntate.

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