Lavoro, nel II trimestre +189mila occupati

istatpiccola9034Resta alto il numero di persone in cerca di occupazione da almeno 12 mesi che ammonta a 1 mln 758 mila.

ROMA – Nel secondo trimestre continua a crescere il numero di occupati. L’occupazione complessiva e’ cresciuta “in modo sostenuto” rispetto al trimestre precedente (+0,8%, 189 mila), con una dinamica positiva che, con diversa intensita’, riguarda tutte le tipologie: i dipendenti a tempo indeterminato (+0,3%), quelli a termine (+3,2%) e gli indipendenti (+1,2%).

Lo ha comunicato l’Istat che ha diffuso i dati sul mercato del lavoro nel secondo trimestre. Prosegue a “ritmi piu’ sostenuti” anche la crescita tendenziale del numero di occupati (+2%, 439 mila in un anno), con il tasso di occupazione delle persone di 15-64 anni che sale al 57,7% (+1,4 punti).

L’aumento riguarda i dipendenti, sia a tempo indeterminato sia a termine, e gli autonomi senza dipendenti mentre continuano a diminuire i collaboratori; un contributo decisivo alla crescita e’ dato dai 15-34enni. Nei dati di flusso, tra gli occupati si segnala un aumento delle transizioni verso il tempo indeterminato, in particolare dai dipendenti a termine (dal 18,7% tra il secondo trimestre 2014 e il secondo trimestre 2015 al 24,3% nell’analogo periodo tra il 2015 e il 2016) e dai collaboratori (dal 9,6% al 14,8%).

Inoltre, cresce il flusso dalla disoccupazione verso l’occupazione (da 22,0% a 25,6%), che riguarda soprattutto gli uomini, i giovani 25-34enni, i residenti nel Nord e i diplomati.

Il numero di persone in cerca di occupazione da almeno 12 mesi, infine, ammonta a 1 milione 758 mila (-87 mila nel raffronto tendenziale), la cui incidenza sul totale disoccupati scende al 58,7% (-0,7 punti in un anno).

Nella ricerca di un impiego in Italia “continua a prevalere l’uso del canale informale: rivolgersi a parenti, amici e conoscenti è la pratica più diffusa (85%)”. Seguono l’invio di curriculum (68,3%) e la ricerca tramite internet (54,7%), più frequenti tra i giovani e tra i laureati. Per quanto riguarda il livello di istruzione, nel secondo trimestre 2016, chi investe nell’università si ritrova avvantaggiato. Il tasso di occupazione aumenta sopratutto tra i laureati accentuando il già ampio divario esistente: 78,6% (+1,8 punti in un anno) in confronto al 64,6% (+1,2 punti) dei diplomati e al 43,1% (+0,9 punti) di chi ha al più la licenza media. Una dinamica simile riguarda il tasso di disoccupazione, che presenta sia una disparità nei livelli a favore di chi possiede un più elevato titolo di studio sia una maggiore diminuzione tra i laureati e i diplomati.

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