Roma sfregiata dai rifiuti

romarifiutipiccola7Rampelli (FdI) in un’interr. parlamentare chiede all’assessore Muraro come si intende arginare il problema.

 

ROMA – “A Roma è in atto uno stato di vera e propria emergenza per quanto attiene al mancato smaltimento dei rifiuti, rispetto alla quale la neo insediata Giunta sembra non riuscire a trovare una soluzione”. Questa la premessa di un’interrogazione parlamentare avanzata da Fabio Rampelli, attuale Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati nella XVII Legislatura, all’assessora all’Ambiente Paola Muraro.

“La città di Roma – sottolinea il capogruppo – costituisce la principale vetrina della nostra nazione, e deve essere in condizione di accoglierli degnamente senza montagne di rifiuti lungo le strade”. A tal proposito chiede all’assessore all’Ambiente quali iniziative intenda assumere per cercare di risolvere la questione.

Rampelli focalizza, inoltre, l’attenzione sull’incontro recente tra il deputato del M5s Stefano Vignaroli, un esponente del Consorzio laziale per i rifiuti Co.la.ri, il presidente Ama Daniele Fortini e l’assessore capitolino Muraro. Un incontro durante il quale sarabbe stato siglato un accordo con il Consorzio per il trattamento di 200 tonnellate di riufiuti indifferenziati. Il capogruppo, nell’interrogazione, ricorda anche come il Consorzio Co.la.ri. è di proprietà di Manlio Cerroni, già arrestato nel 2014 nell’ambito dell’inchiesta condotta dal Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri proprio in merito alla gestione dei rifiuti nel Lazio: “L’incontro segreto di Vignaroli con una società che è stata oggetto di indagine da parte della magistratura appare del tutto incompatibile con il suo ruolo”, specifica. 

Infine, Rampelli cita il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, il cosiddetto “sblocca Italia”, nell’ambito della rete nazionale di termovalorizzatori, che “ha rilevato la necessità che la regione Lazio sia dotata di un impianto di duecentodiecimila tonnellate, oltre a dover costruire impianti di trattamento necessaria rispondere ad un fabbisogno residuo di compostaggio che ammonta a cinquecentomila tonnellate annue”.

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