Ci sono novità nel gruppo Salini Impregilo?

Salini_pietro_bisRevocato il Comitato esecutivo confermato appena un anno fa. Tutte le deleghe tornano al Cda di 15 membri

 

ROMA – Un comunicato di quattro righe sull’Ansa per informare che “il Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo ha revocato il Comitato Esecutivo nominato il 14 luglio 2015,  per consentire un miglioramento del sistema di governance aziendale e rafforzare il ruolo del Consiglio di Amministrazione”.

Il trafiletto è passato inosservato, relegato tra le varie delle pagine economiche. Ad una lettura invece un po’ più attenta qualche curiosità la notizia la fa sorgere, soprattutto per la motivazione del provvedimento così inusuale. Non s’era mai visto infatti un’impresa delle dimensioni della Salini Impregilo guidata da un consiglio di amministrazione pletorico di 15 membri, di cui peraltro 10 indipendenti, a parte gli ampi poteri conferiti all’amministratore delegato Pietro Salini.

Tant’è che un anno fa lo stesso CdA  aveva ribadito che al Comitato esecutivo sono stati delegati tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione spettanti al Consiglio di Amministrazione, fatta eccezione per i poteri riservati inderogabilmente dalla legge al Consiglio e per l’esercizio del diritto di voto nelle assemblee straordinarie delle controllate strategiche, per l’esame e l’approvazione del budget, per l’acquisto e vendita di partecipazioni per un importo superiore a 50 milioni di euro. Il Comitato esecutivo, dopo le dimissioni di Claudio Costamagna, era composto da Pietro Salini (Presidente), Alberto Giovannini, Nicola Greco e Giacomo Marazzi.

Nel sito del gruppo, dove fino a ieri compariva ancora il Comitato esecutivo, il sistema di governance di Salini Impregilo viene definito “uno strumento essenziale per garantire una gestione efficiente del Gruppo e al tempo stesso un mezzo di controllo efficace sulle attività aziendali”. Come si possa garantire una gestione efficiente del Gruppo senza un organo esecutivo è tutto da dimostrare, sempre che il patron Pietro non voglia passare dalla gestione collegiale alla monarchia assoluta.

Comunque non si parla più di governance fino al 28 aprile di quest’anno quando vengono nominati in consiglio di amministrazione l’avv. Grazia Volo, specializzata nell’assistenza giudiziale e stragiudiziale in favore di grandi società italiane, e Alessandro Salini, figlio di Franco, l’altro ramo della famiglia Salini con il 47% della holding, e cugino di Pietro.

Che questa cooptazione segni la pace definitiva in un azionariato, ancorchè familiare, segnato in passato da aspri confronti, anche giudiziari, resta da vedere. Così come c’è da scommettere sulla prossima ricostituzione di un organo esecutivo, magari diversamente articolato. I mercati intanto hanno accolto la notizia con una certa indifferenza, facendo segnare comunque tra ieri e oggi una perdita del titolo Salini Impregilo superiore al 2%.

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